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COVID-19: 24 aprile 2020 aggiornato il protocollo di sicurezza dei lavoratori.

Venerdì 24 aprile è stata pubblicata la nuova versione del “Protocollo Condiviso”.

Il documento tiene conto dei più recenti provvedimenti del Governo e del Ministero della Salute e, pur confermando tutti i punti del precedente, aggiunge alcune nuove disposizioni.

Tra le novità introdotte riteniamo di particolare importanza evidenziare quella relativa alla sospensione delle attività in carenza del rispetto dei requisiti di sicurezza.

Come già riportato nella prima versione, la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, aggiungendo che “la mancata attuazione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.

 

Gli altri punti oggetto di integrazione riguardano invece:

  • il tema dell’informazione;
  • l’ingresso in azienda e la collaborazione tra committenti e imprese;
  • la sanificazione straordinaria le mascherine negli spazi comuni;
  • l’organizzazione aziendale, smart working e distanziamento sociale;
  • il ruolo del medico competente e la sorveglianza sanitaria;
  • l’aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

Scarica il documento che abbiamo predisposto e che evidenzia, attraverso una lettura comparata delle vecchie e nuove disposizioni, tutte le novità introdotte!

 

 

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Lo staff Org Numeri

In conformità alle Nuove Indicazioni della Regione Veneto, sulla “possibilità di svolgimento di attività formative a distanza…”
Org Numeri offre la possibilità a datori di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, consulenti o liberi professionisti di partecipare “da remoto” ai propri corsi di formazione, senza la necessità di spostarsi dall’ufficio o da casa!

COME POSSO USUFRUIRE DELLA FORMAZIONE A DISTANZA?
E’ sufficiente una connessione ad internet ed un pc dotato di webcam.

COME AVVIENE LO SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE?
Grazie ad un sistema online di videoconferenza verrà garantito l’accesso ad un’ “Aula Virtuale“, che consentirà di partecipare in tempo reale ai corsi a calendario organizzati da Org Numeri, proprio come avverrebbe in un tradizionale corso frequentato in aula: durante il collegamento sarà infatti possibile interagire direttamente con il docente, ponendo direttamente il quesito attraverso il microfono del proprio pc o attraverso un’apposita chat.
Ma non solo!
La piattaforma utilizzata da Org Numeri renderà ancor più agevole la distribuzione del materiale didattico utilizzato durante la docenza, mostrando in tempo reale a tutti i partecipanti le slide utilizzate dal docente, con possibilità di condividere il desktop, lanciare una specifica applicazione software, mostrare una pagina web.

I CORSI HANNO LA STESSA VALENZA DI UN CORSO FREQUENTATO IN AULA?
CERTO!
I contenuti dei nostri corsi, i requisiti dei formatori, e le modalità di valutazione corrispondono ai criteri stabiliti dalla normativa di riferimento, D.LGS 81/2008 e Accordi Stato – Regioni.
Inoltre, al termine di ogni corso verrà effettuato un test di verifica dell’apprendimento, come richiesto dalla normativa e, se superato, verrà rilasciato un attestato analogo e con la medesima validità di quello rilasciato per i corsi svolti in aula.

QUALI CORSI POSSO FREQUENTARE?
Ecco alcuni esempi:

  • Gestione della sicurezza in periodo di emergenza COVID-19
  • Strumenti per la gestione aziendale in periodo di emergenza COVID-19
  • Sanificazione degli ambienti di lavoro
  • Formazione generale lavoratori
  • Formazione specifica lavoratori rischio basso, medio e alto
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Considerato l’aumento della produzione di rifiuti sanitari a rischio infettivo nelle strutture sanitarie e la chiusura di molte destinazioni delle frazioni delle frazioni non riciclabili e, in alcuni settori, anche l’interruzione delle attività produttive che utilizzano i prodotti del riciclo.

In data 15 aprile 2020 la Regione Veneto ha pubblicato un’ordinanza sulle “Disposizioni urgenti in materia di gestione rifiuti a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Art. 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ss.mm.ii.”, in accordo con quanto previsto dalla Circolare del MATTM del 27 marzo 2020.

L’ordinanza regionale fornisce indicazioni sullo smaltimento dei DPI utilizzati come presidi di prevenzione al contagio da COVID-19 e stabilisce, nel rispetto delle condizioni di sicurezza riguardo alla tutela  dell’ambiente e alla prevenzione incendi, l’incremento dello stoccaggio e del deposito temporaneo.

Nello specifico:

  • l’aumento della capacità annua e istantanea di stoccaggio nel limite massimo del 20%, a condizione comunque che detto limite rappresenti una modifica non sostanziale ai sensi del d. lgs. 152/2006, ai soggetti titolari di autorizzazione alla gestione rifiuti rilasciata ai sensi degli artt. 208 del D.Lgs. n. 152/2006 e del titolo II-bis della parte II del medesimo decreto.
  • la disposizione di cui al punto precedente si applicano anche ai titolari di autorizzazione per l’effettuazione di operazioni di recupero ai sensi dell’artt. 214 e 216 del D.Lgs 152/2006 ferme restando le “quantità massime” fissate dal DM 05.02.1998 (Allegato IV), dal DM n. 161 del 12.06.2002 e dal DM n. 269 del 17.11.2005.
  • i soggetti titolari dei suddetti impianti che intendono avvalersi delle deroghe specificate nel presente provvedimento, sono tenuti ad inviare apposita autodichiarazione ai sensi del DPR 445/2000, accompagnata da una relazione tecnica, redatta dal Direttore Tecnico dell’impianto o tecnico abilitato, all’Autorità competente, alla Prefettura, all’ARPAV e ai Vigili del Fuoco;
  • il deposito temporaneo di rifiuti previsto ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i., le seguenti deroghe:
  • i rifiuti in deposito temporaneo devono essere avviati ad operazioni di recupero o smaltimento con cadenza almeno semestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
  • i rifiuti in deposito temporaneo devono essere avviati ad operazioni di recupero o smaltimento quando i quantitativi in deposito raggiungono i 60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi; il limite temporale massimo di deposito non può avere durata superiore ai 18 mesi nel caso in cui i quantitativi descritti vengano raggiunti nell’arco temporale di un anno.
  • I rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, camici, etc) utilizzati come presidi di prevenzione al contagio da COVID-19 da privati cittadini o da lavoratori di aziende produttive siano conferiti nel rifiuto urbano non differenziato e raccolti nell’ambito del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani;
  • il presente provvedimento ha validità sei mesi  (quindi fino al 15 ottobre 2020) a far data dal giorno di pubblicazione del presente atto, eventualmente prorogabile ai sensi di legge.

Per approfondimenti:

Ordinanza n. 41 del 15 aprile 2020 – Regione Veneto Disposizioni urgenti in materia di gestione rifiuti a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Art. 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ss.mm.ii. consultabile al link:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioOrdinanzaPGR.aspx?id=418568

Circolare del MATTM del 27 marzo 2020 “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19 – indicazioni.” consultabile al link:

https://www.comieco.org/downloads/12975/7948/Circolare%20MATTM%20COVID19.pdf

 

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Lo staff Org Numeri

In questo periodo di emergenza sono stati approvati a livello nazionale, regionale e provinciale provvedimenti che prorogano o sospendono vari adempimenti e scadenze ambientali ed i procedimenti amministrativi che riguardano il rilascio dei titoli autorizzativi.

La Divisione Ambiente di ORG Numeri presenterà in un Webinar gratuito, della durata di 45 minuti, un approfondimento su tali tematiche.

Tale Webinar si terrà Giovedì 16 Aprile 2020 dalle ore 17.00 alle ore 17.45

PROGRAMMA DEL WEBINAR:

  • Decreto “Cura Italia”: adempimenti e scadenze prorogate a livello nazionale;
  • Circolare della Regione Veneto “Primi indirizzi operativi a seguito dell’emergenza COVID-19”;
  • Impianti assoggettati ad AIA e AUA: quali adempimenti sono sospesi?;
  • Condizioni per richiedere la proroga;
  • Modalità e tempistiche.

COME ISCRIVERSI:

Per iscrizioni o eventuali informazioni scrivi a formazione@orgnumeri.com

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Proroga al 22 maggio 2020 del termine per la comunicazione dei risparmi di energia (articolo 7, comma 8, d.lgs. n. 102/2014)

A causa dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il Ministero delle Sviluppo Economico, il 27 marzo 2020, ha comunicato la proroga del termine per la comunicazione ad ENEA dei risparmi di energia normalizzati 2019 (articolo 7, comma 8, d.lgs. n. 102/2014).

Pertanto, tutti i soggetti obbligati alle diagnosi di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 102/2014 e tutte le imprese che hanno implementato un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001, avranno come termine ultimo per la trasmissione dei dati ad ENEA il 22 maggio 2020.

 

Per ulteriori informazioni visita il sito:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2040921-comunicato-27-marzo-2020-proroga-del-termine-per-la-comunicazione-dei-risparmi-di-energia-articolo-7-comma-8-d-lgs-n-102-2014

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Il Decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 (misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di Sostegno Economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19) ha stabilito la proroga delle seguenti scadenze ambientali:

Art. 103 – Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi  ed  effetti degli atti amministrativi in scadenza:

  1. ai fini del computo dei termini relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi in corso alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020.
  2. i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Art. 113 – Rinvio al 30 giugno 2020 di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti:

  1. presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale MUD (termine ordinario 30 aprile), al riguardo si segnala che le modalità di invio della comunicazione e la modulistica da utilizzare sono le medesime dello scorso anno;
  2. comunicazione, da parte dei produttori/importatori, dei dati relativi alle pile ed accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente (D. Lgs. 188/2008) (termine ordinario 31 marzo);
  3. trasmissione, da parte del Centro di Coordinamento Nazionale dei produttori, all’ISPRA dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli (D. Lgs. 188/2008) (termine ordinario 31 marzo);
  4. comunicazione, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE, al Centro di Coordinamento RAEE delle quantità di rifiuti trattate (D. Lgs. 49/2014) (termine ordinario 30 aprile);
  5. versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali D.M. 120/2014  (termine ordinario 30 aprile.

In seguito la Regione Veneto ha pubblicato la circolare di cui al prot. n. 141748 del 01/04/2020 con i “Primi indirizzi operativi a seguito dell’emergenza COVID-19”, in merito alle scadenze delle attività di monitoraggio e controllo, al rinnovo/riesame delle autorizzazioni e al rispetto di eventuali piani di adeguamento delle attività degli impianti assoggettati alla disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

  1. Per le attività per le quali è stata disposta la temporanea sospensione, si considerano automaticamente sospesi tutti i controlli ed i monitoraggi ambientali legati all’esercizio dell’attività, fatta salva la necessità del Gestore di provvedere alla messa in sicurezza di aree di lavorazione e stoccaggio, attrezzature ed impiantistica, anche al fine di preservare le matrici ambientali potenzialmente interessate da sversamenti ed emissioni accidentali.
  2. Nel caso degli impianti per i quali è stata consentita la prosecuzione dell’attività, si presuppone anche la continuazione delle attività di monitoraggio e controllo degli stessi.

Tuttavia, si segnala che, in seguito alle diverse segnalazioni da parte di Gestori di impianti che manifestano la difficoltà o l’impossibilità nell’effettuare alcuni o tutti i controlli e monitoraggi previsti, la presente circolare regionale stabilisce che possono essere temporaneamente sospesi i controlli solamente ove ricorrano tutti i seguenti presupposti:

  1. I controlli non sono necessari per la gestione dei processi di lavorazione e/o dei rifiuti/materiali oggetto dei processi;
  2. I controlli non possono essere espletati da personale alle dipendenze del gestore dell’impianto in questione;
  3. I controlli non possono essere espletati da personale esterno per motivate difficoltà legate all’emergenza in atto che a titolo esemplificativo possono essere riconducibili a: impossibilità di garantire la salute del personale allo scopo dedicato, riduzione dell’organico, limitata possibilità di spostamento all’interno del territorio.

L’aspetto saliente è che ogni proroga e/o ogni mancata effettuazione delle specifiche attività di controllo o la mancata attuazione di quanto previsto dai piani di miglioramento deve essere tempestivamente comunicata all’Autorità competente e agli Enti di controllo da parte del Gestore dell’impianto, motivando l’effettiva impossibilità ad effettuare tali controlli. I mancati autocontrolli effettuati dovranno essere esplicitamente riportati anche nei report dei piani di monitoraggio, ove presenti.

Infine, quando verranno meno le circostanze collegate all’emergenza COVID-19 il Gestore dovrà, a seconda dei casi:

  • entro 60 giorni, dare conto del rispetto del riavvio delle attività previste dal piano di miglioramento (AIA), per le quali era stata richiesta la proroga;
  • entro 30 giorni, trasmettere la documentazione di “riesame” per cui era stata fissata una data di scadenza durante il periodo di emergenza COVID-19, per la quale era stata richiesta la proroga;
  • entro 30 giorni, trasmettere i dati o gli elaborati, compresi i report previsti nel PMC e la relazione annuale AIA/AUA, per la cui presentazione era stata richiesta una proroga.

Testo completo della circolare prot. n. 141748 del 01/04/2020 della Regione Veneto consultabile sul sito:

https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/autorizzazione-integrata-ambientale

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Le drastiche misure di contenimento e di distanziamento sociale, messe in atto a causa dell’emergenza COVID-19, hanno inevitabilmente avuto una pesante ripercussione su numerose attività produttive e imprenditoriali, tra cui anche le aziende che operano in forza di autorizzazioni o altri titoli abilitativi in campo ambientale rilasciati o adottati dalla Provincia.

Considerato che, in questo periodo di emergenza, le imprese potrebbero avere difficoltà a rispettare i termini per la presentazione della documentazione prevista dai rispettivi decreti autorizzativi, la Provincia ha deciso con il Decreto n. 102/2020 del 02/04/2020 di prorogare al 30 giugno 2020 la scadenza dei seguenti adempimenti ambientali:

  • il Piano Gestione Solventi 2019;
  • la comunicazione dei dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’A.I.A., secondo le modalità e le frequenze ivi stabilite;
  • la trasmissione di relazioni e/o comunicazioni;
  • controlli periodici;
  • analisi connesse alla messa in esercizio degli impianti;
  • ogni altro adempimento disposto con atto provinciale di autorizzazione o prescrittivo, compresi quelli già prorogati.

Tale proroga non necessita di richiesta da parte dei soggetti interessati.

Anche le Province di Vicenza e di Padova hanno deciso in data 24 Marzo e 30 Marzo 2020, di prorogare il termine di presentazione della documentazione relativa agli adempimenti ed alle prescrizioni contenute nei provvedimenti ambientali di competenza provinciale, rispettivamente:

  • PROVINCIA DI VICENZA: proroga a Domenica 31 Maggio 2020;
  • PROVINCIA DI PADOVA: proroga a Lunedì 15 giugno 2020.

Il Decreto n. 102/2020 del 02/04/2020 della Provincia di Treviso è consultabile al link:

https://www.provincia.treviso.it/index.php/profilo-imprese/22807-proroga-delle-scadenze-per-gli-adempimenti-ambientali-disposti-con-provvedimenti-di-competenza-della-provincia-di-treviso-emergenza-covid-19

 

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In un momento di difficoltà come quello provocato dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, molte aziende del settore della ristorazione si sono ritrovate a riorganizzare la loro attività al fine di poter almeno consegnare a “serrande chiuse” il cibo direttamente al domicilio dei cittadini.

Tale pratica, denominata Food Delivery, per poter essere svolta deve però rispettare determinate norme igienico-sanitarie.

Innanzitutto l’esercizio dovrà essere chiuso al pubblico. I clienti potranno ordinare esclusivamente via telefonica, mail, sito web, piattaforme digitali, o altri strumenti simili.

All’interno del locale dovrà essere rispettata, nello svolgimento delle attività, la distanza di 1 metro tra i vari dipendenti, i quali avranno a disposizione opportuni dpi (guanti e mascherine, oltre ai normali dispositivi previsti dal piano di autocontrollo HACCP) e soluzioni igienizzanti. Ai lavoratori dovranno essere fornite anche apposite istruzioni in merito al loro utilizzo.

Gli alimenti, una volta preparati, dovranno essere posti in apposite confezioni da richiudere con adesivi, sigilli, o altro, per assicurarne la massima protezione e ridurre il rischio di aperture accidentali.

Le confezioni saranno poi riposte in appositi contenitori adatti agli alimenti, come ad esempio contenitori isotermici, i quali dovranno garantire durante il trasporto il rispetto, ove previsto, della catena caldo/freddo e dovranno essere sanificati ad ogni utilizzo.

In questa fase è fondamentale evitare il più possibile il contatto diretto tra chi opera in cucina ed il personale addetto alle consegne.

E’ necessario quindi individuare un’apposita area all’interno del locale da adibire al ritiro del cibo preparato. Tale area dovrà essere inoltre oggetto di procedure di sanificazione specifiche, che vadano oltre la frequenza ordinaria prevista dai piani di autocontrollo.

Per quanto riguarda invece la consegna questa dovrà avvenire attraverso un mezzo dedicato, opportunamente e regolarmente sanificato. Il personale addetto dovrà avere con se prodotti sanificanti per le mani, guanti e mascherine, e, al momento della consegna, dovrà evitare il contatto diretto con il cliente, rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Proprio per questo motivo il consiglio è di avvisare il cliente in anticipo in merito all’importo totale dovuto, in modo tale da non dover dare alcun resto al momento della consegna.

Si ricorda infine che l’attività di Food Delivery dovrà essere regolamentata anche all’interno del proprio Piano di Autocontrollo (cosiddetto Manuale Haccp), il quale dovrà prevedere l’analisi delle fasi di confezionamento e di trasporto e le relative misure di prevenzione da attuare al fine di minimizzare i rischi e prevenire eventuali non conformità.

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Comunichiamo che l’art. 113 del Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha disposto il RINVIO AL 30 GIUGNO 2020 delle seguenti scadenze relative alle comunicazioni sui rifiuti:

  • presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’art. 189 c. 3 del D.Lgs. 152/2006;
  • versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali di cui al D.M. 120/2014 (per i soggetti iscritti);
  • presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale e dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori portatili, industriali e per veicoli (D.Lgs. 188/2008);
  • presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione annuale dei dati relativi ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE trattati (D.Lgs. 49/2014).

Altre scadenze di natura ambientale eventualmente applicabili non risultano essere prorogate e restano CONFERMATE AL 30 APRILE, in particolare:

  • pagamento dei diritti annui di iscrizione al registro provinciale delle imprese che svolgono attività di recupero di rifiuti in procedura semplificata;
  • trasmissione della dichiarazione PRTR (dati 2019) per i gestori degli stabilimenti soggetti ai sensi dell’art. 4 D.P.R. 157/2011 che fornisce il regolamento di attuazione per il Regolamento (CE) 166/2006 (elenco di impianti similare all’elenco degli impianti dotati di Autorizzazione Integrata Ambientale);
  • trasmissione dei dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale secondo modalità e frequenze stabilite nell’autorizzazione stessa (per impianti dotati di Autorizzazione Integrata Ambientale)

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi informazione e attività di  supporto.

Lo staff Org Numeri

Di fronte alla crescente complessità delle procedure aziendali e al fatto che al lavoratore possa essere chiesto, con una frequenza superiore al passato, di adeguarsi al loro mutamento, occorre prestare ogni attenzione per favorire i processi di apprendimento e di attuazione di queste azioni, non solo per il conseguimento dell’obiettivo aziendale, ma anche alla sicurezza del lavoratore. Uno degli strumenti più potenti per lavorare in questa direzione è il linguaggio utilizzato per scrivere indicazioni operative e procedure. Come dice Searle (1995), per scrivere con chiarezza occorre prima di tutto pensare con chiarezza, vi è, quindi, un’attinenza diretta tra ragionamento, pensiero e scrittura. Un processo che sa pensare con attenzione al potere delle parole e si assume la responsabilità di utilizzare quelle che meglio si prestano all’obiettivo di una comunicazione efficace. Il modo di scrivere una procedura agli occhi di chi le legge esprime anche il nostro modo di essere e il modo con il quale l’azienda intende approcciarsi ai problemi. Errori di scrittura, barocchismi, il ricorso a linguaggi iniziatici tecnici esprimono la cultura aziendale, così come l’attenzione più alle disposizioni di legge che ai problemi concreti dei lavoratori. In sostanza occorre sempre chiedersi per quale motivo si sta scrivendo, cosa si vuole dire, a chi e per ottenere quale risultato. Un’immagine efficace relativa a una buona comunicazione la troviamo in una celebre scena del film “I predatori dell’arca perduta”. Indiana Jones viene affrontato da un guerriero che sfodera una scimitarra e la brandisce con grande enfasi e maestria. Jones estrae la pistola e gli spara: fine del duello. Non importa se questa soluzione sia stata determinata, come narrano le cronache, dal fatto che Harrison Ford quel giorno fosse alle prese con un attacco di diarrea: l’immagine rimane efficace, lo sfoggio e lo spargimento di parole è del tutto inutile quando lo scopo è altro. L’esperienza condotta in questi anni ci ha permesso di individuare alcune regole di fondo utili a rendere non solamente comprensibili, ma fondamentalmente efficace la scrittura delle regole e delle procedure aziendali in modo che queste vengano apprese e seguite dai lavoratori.

Frasi Brevi

Usare frasi brevi. Si può utilmente pensare di redigere frasi che non superino le 25-30 parole. Questo perché, come abbiamo più volte detto (Zuliani 2017, Zuliani e Santoro, 2019), il cervello ha poca energia a disposizione, quindi, più una frase è lunga e più energia consumerà. Per cui quando si può tagliare una parola è bene farlo sempre.Inutili lungaggini mostrano anche poca attenzione e causano scarso investimento nella lettura. Come ebbe a scrivere Pascal “mi scuso per la lunghezza della mi lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverne una di più breve” (1657). Complicare la comunicazione è facile: basta aggiungere colori, forme, decorazioni e così via. Semplificare è molto più difficile (Munari, 2008) perché per farlo occorre saper cosa togliere e saper individuare l’essenzialità del messaggio che si vuole trasmettere. In questa direzione occorre evitare l’uso di subordinate e ricordare che spesso i problemi nascono dal voler concentrare troppe informazioni in una sola frase.

Scrivere positivo e semplice

Usare frasi in positivo e non in negativo. Quando le persone ricevono informazioni negative non sono spinte a rivedere le loro posizioni precedenti su di un argomento sul quale hanno già un’opinione come quando ricevono informazioni positive (Sharot, Korn e Dolan, 2011). L’aspetto rilevante è che ci sono prove convincenti che vi siano delle basi neuronali che facilitano l’incorporazione delle buone notizie. Si tratterebbe del giro frontale inferiore (IFG) che correggerebbe gli errori di stima utilizzando maggiormente le informazioni positive, rispetto a quelle negative (Sharot e altri, 2012). In più le frasi con doppia negazione oltre ad essere superflue confondono non poco l’interlocutore. Anche lo sfoggio retorico che contengono fanno perdere di significato la frase. Ad esempio scrivere “non è escluso che” lascia una traccia di ambiguità che non permette di comprendere appieno il messaggio che si vuole trasmettere. Analogamente si sconsiglia di usare la forma passiva quando può essere usata quella attiva, inutile complicare la frase con tempi verbali che non si utilizzano nel linguaggio comune.

Attenzione alle metafore e alle similitudini

Utilizzare, con la dovuta attenzione, le metafore. Queste, infatti, hanno la forza di attivare strutture mentali preesistenti e per lo più inconsapevoli. Se ben utilizzate, attivano i frame mentali delle persone, il senso di identificazione e accrescono il consenso verso il contenuto del messaggio (Lakoff e Johnson, 1980) proprio nella misura in cui sono in grado di evocare un’immagine che trasferisce il messaggio anche su un piano emozionale. Come scrive Carofiglio (2017) è importante distinguere le similitudini dalle metafore per il maggior impatto delle seconde. Carofiglio ricorda che dire che “la faccia di Cesare era come un cielo in tempesta” (similitudine) è molto meno efficace che dire “la faccia di Cesare era un cielo in tempesta” (metafora). Quindi le metafore vanno utilizzate con l’attenzione che i destinatari ne condividano il significato.

Il peso delle parole

Essere consapevoli del peso delle parole che caricano di una grande responsabilità chi le utilizza. Tra le possibili dimensioni che assumono le parole qui ci limitiamo a evidenziarne tre: semantica, sintattica e pragmatica. L’efficacia comunicativa di un testo è legata anche al valore semantico delle parole che vengono utilizzate, ma anche dal contesto nel quale sono inserite, dal supporto utilizzato, dalla loro concatenazione e da quanto altri stimoli possano indirizzarne l’interpretazione e, ancor di più, la velocità di comprensione. Per restare su quest’ultimo punto pensiamo a un messaggio che tutti conosciamo: “attenti al cane”. Ebbene questo messaggio se risulta solamente scritto ha un’efficacia comunicativa molto inferiore di quella che ottiene se accompagnata dall’immagine di un cane. Questo perché l’immagine ci indirizza, con una sorta di priming semantico, verso il fatto che la scritta parlerà di un cane. Sappiamo che la codifica visiva è più rapida di quella scritta. Ecco allora che la scritta “attenti al cane” troverà la strada preparata per una più rapida comprensione. A questo punto però il significato che quella specifica immagine di cane ha per ognuno di noi acquista valore non trascurabile. Se, a titolo di esempio, mi piacciono i pastori tedeschi e magari ne ho avuto uno al quale ero particolarmente affezionato, ecco che l’immagine di quella razza di cane non mi predisporrà a comprendere che mi stanno avvisando di un pericolo.Come detto anche la sequenza delle parole ha un valore simile. Così la parola “pesca” può far pensare per associazione a un altro frutto (un’albicocca), a un pesce (frutto della pesca) o a quel luogo, dove si vincono degli oggetti “pescando” i biglietti con i numeri fortunati.

 

 

Così, se dovessimo attribuire a questi due disegni un nome scelto tra Takete e Maluma con tutta probabilità chiameremo Tekete il disegno spigoloso e Maluma quello con le forme arrotondate. Il cervello collega le informazioni sensoriali a suoni specifici attraverso il meccanismo chiamato “simbolismo sonoro” per cui immagini, suoni e odori si collegano nel nostro cervello a parole che li rappresentano. Si tratta di sinestesie che hanno un’importanza cruciale per la percezione che abbiamo del mondo esterno (sembra che ve ne siano più di 50) alcune sono uditive, altre spazio temporali, altre, appunto linguistiche. In questo caso il priming semantico che mi predisporrà a comprendere di cosa si sta parlando dipenderà dal contesto (all’interno di una sagra popolare la parola pesca indirizza il pensiero verso il luogo in cui si vincono i fatidici premi), ma anche dalle parole che la precedono. Ecco allora che la parola “barca” costituirà un priming semantico che porterà a pesce (barca – pesca – pesce). Diversamente la parola frutto alla catena frutto – pesca – albicocca ; la parola “festa – pesca – numero fortunato”. Così dopo aver sentito la parola “paura” la maggior parte delle persone, se richiesto di completare la parola “pani_o”, diranno “panico” e non “panino”. Il problema è che ogni stimolo, come ogni parola, non attiva solamente una catena di associazioni, ma costituisce un vero e proprio moltiplicatore, come quando si lancia una biglia in un gruppo di altre biglie: gli urti che ne scaturiscono creano una reazione vasta e non facilmente prevedibile (Zuliani e Santoro, 2019). Anche un piccolo cambiamento nella collocazione, nella costruzione, nella scelta dei tempi o nel contesto del modo in cui le informazioni sono trasmesse può alterare radicalmente il modo in cui queste vengono recepite e utilizzate (Martin e altri, 2009).

L’affordance della comunicazione

Le frasi utilizzate devono avere una buona affordance. Con il termine affordance indichiamo l’insieme delle qualità di un oggetto che consente la sua utilizzabilità da parte di una persona. Ogni oggetto è fatto per essere agito e il modo in cui è fatto implica questa utilizzazione. Come scrive Sakata e altri (1995) i neuroni canonici, presenti nel lobo parietale, codificano l’affordance di un oggetto e la trasformano in un atto motorio. È come se i neuroni canonici possedessero una sorta di vocabolario motorio dal quale pescano le azioni appropriate per prendere e utilizzare quel determinato oggetto. Possiamo quindi dire che ogni oggetto innesca un comportamento ottimale, anche se ciò non preclude una sua diversa utilizzazione. Così una sedia spinge chiunque a sedervisi sopra, ma può essere utilizzata anche come sgabello per raggiungere una mensola posta in alto nella stanza. Anche le idee posseggo in qualche modo una loro affordance, così come la posseggono le procedure aziendali, tanto più se sono il risultato di una serie di azioni e dell’utilizzo che il lavoratore fa degli oggetti consoni a metterle in pratica. Analogamente agli oggetti anche le procedure devono prevedere delle “impugnature intellettuali” che ne agevolino la realizzazione (Aberkane, 2016).

La spinta (gentile) all’azione

Infine, e con questo ritorniamo all’effetto pragmatico delle parole e delle frasi utilizzate, occorre verificarne la capacità di suggerire le migliori decisioni da prendere. Con il termine “nudge” andiamo a individuare tutte le iniziative che sono utili a guidare le persone a prendere decisioni nella giusta direzione (Thaler e Sunstein, 2008). Si tratta di una vera e propria architettura che viene predisposta per spingere, gentilmente come direbbero gli autori citati, le persone verso le migliori decisioni possibili. Nessun condizionamento, ma solo dei suggerimenti che gli interessati possono o meno decidere di mettere in pratica. Ogni disposizione, ogni procedura prevede una progettazione e quindi l’idea di raggiungere un determinato risultato. In altri termini siamo sempre architetti delle scelte degli altri, la sfida è quella di essere dei buoni architetti delle scelte. E un modo efficace può essere quello di predisporre delle regole di default efficaci. Questo perché ognuno ha la tendenza, ad affidarsi al default degli oggetti e delle procedure e come tale spinta sia molto forte (Banhabib, Bisin e Schotter, 2010).

Antonio Zuliani

 

Fonte: PUNTO SICURO