NEAR MISS O MANCANTI INCIDENTI

Per “near miss” (o “quasi incidente”) si intende un incidente che non ha provocato danni a cose o lesioni ai lavoratori (definizione secondo la norma Uni Iso 45001:2018).

Parliamo quindi di un evento non programmato che non ha provocato un infortunio ma che aveva il potenziale per farlo, dove una conseguenza negativa non si è quindi verificata solo per una serie di circostanze favorevoli e/o casuali.

I near miss rappresentano degli indicatori di rischio che vanno necessariamente presi in considerazione per un’efficace prevenzione: tramite un’opportuna analisi degli stessi, è infatti possibile mettere in atto delle misure di miglioramento in modo da evitare che eventi simili si ripetano in futuro.

Per una chiara gestione dei near miss è necessario:

  1. IDENTIFICAZIONE: per poter identificare i near miss è necessario aver adottato una chiara definizione aziendale del “quasi incidente” e aver garantito che ogni persona all’interno dell’organizzazione conosca questa definizione

  2. SEGNALAZIONE E REGISTRAZIONE: una volta definito un near miss, questo deve essere segnalato e registrato in forma scritta dalla persona che lo ha identificato o da un supervisore a cui viene segnalato. La segnalazione dovrebbe includere: cosa è successo, quando, dove, a chi, fattori influenzanti, fattori che hanno impedito l’infortunio. Più chiara e semplice è la procedura per la segnalazione, più i dipendenti saranno incoraggiati a riportare i near miss osservati

  3. ANALISI: una volta ricevuta la segnalazione del near miss e definita la sua priorità è opportuno iniziare un’attività di analisi. Questa attività si focalizza nell’individuazione di fattori causali: ci si riferisce o all’errore da parte di un lavoratore esposto al rischio durante l’esecuzione della propria attività lavorativa o ad un guasto o ad un malfunzionamento di un’attrezzatura di lavoro o di un suo componente.

Un’analisi di un near miss molto probabilmente porterà all’individuazione di più di un fattore causale quali, ad esempio:

    • condizioni di pericolo presenti da qualche tempo;
    • procedure, istruzioni o prassi di lavoro scorrette;
    • carenze addestrative e formative;
    • utilizzo scorretto delle attrezzature di lavoro;
    • ricerca di soluzioni che riducono la fatica fisica e mentale per l’esecuzione dell’attività;
    • mancanza di consapevolezza della sicurezza sul lavoro da parte del personale.
  1. SOLUZIONE: una volta individuato il fattore causale va messa in atto la sua soluzione. Fondamentale sarà anche verificare che le misure implementate siano efficaci nel tempo, ed in caso contrario – ad esempio al riverificarsi di eventi simili – stabilire ed implementare nuove misure ripercorrendo tutto il processo dall’inizio.

 

I NEAR MISS E LA UNI ISO 45001:2018 

L’analisi dei near miss, o mancati infortuni, rappresenta uno degli aspetti qualificanti di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) ripreso con la giusta enfasi dalla UNI ISO 45001:2018.

La norma individua la gestione dei near miss come strumento per un miglioramento continuo, considerando il quasi incidente come un’opportunità per migliorare le prestazioni dello stesso sistema.

Lo standard previsto dalla UNI ISO 45001:2008, unico sistema di gestione valido a livello internazionale per la certificazione della salute e sicurezza sul lavoro, consente alle realtà, pubbliche e private, di organizzare e governare in modo adeguato, idoneo ed efficace, il processo di gestione del rischio lavorativo.

La norma UNI ISO ragiona in un’ottica proattiva e quando possibile preventiva e predittiva.

L’analisi dei quasi infortuni, piuttosto degli infortuni successi, è una leva vincente per rendere l’intera organizzazione consapevole e partecipe nel processo di miglioramento continuo che deve riguardare anche il sistema di prevenzione e protezione.

 

E tu stai valutando i near miss presenti in azienda? Quali risultati stai riscontrando con una puntale gestione?

Hai implementato un Sistema di Gestione?

 

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Lo staff Org Numeri

EQUIPARAZIONE VIDEOCONFERENZA E FORMAZIONE IN PRESENZA

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.52 del 19 maggio 2022

E’ stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la legge n.52 del 19 maggio 2022. Si tratta della conversione, con modifiche, del D.L. 24/2022, recante disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, già oggetto di Org News.
Le modifiche al decreto sono state anticipate dal disegno di legge n.2604 (approvato dal Senato il 18 maggio) e sono da oggi in vigore in seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Dopo questa doverosa premessa sull’evoluzione di questa legge vediamo la novità più interessante inserita con riguardo alla formazione in materia di salute e sicurezza e l’equiparazione videoconferenza/ formazione in presenza.
Il nuovo articolo 9-bis sancisce che “la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro può essere erogata sia con la modalità in presenza sia con la modalità a distanza, attraverso la metodologia della videoconferenza in modalità sincrona, tranne che per le attività formative per le quali siano previsti […] un addestramento o una prova pratica, che devono svolgersi obbligatoriamente in presenza“.
In sostanza il nuovo articolo chiarisce definitivamente che i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, nei casi in cui non siano previsti addestramento o prove pratiche, possono essere svolti sia in aula in presenza che in Videoconferenza (FAD sincrona).
Precisiamo che Videoconferenza (FAD sincrona) e E-Learning (FAD asincrona) non sono sinonimi ma sono due modalità di erogazione della formazione diverse.
La Videoconferenza (FAD sincrona) consente l’interazione sincrona in quanto il docente e i partecipanti sono collegati “in diretta” mentre nell’’E-Learning (FAD asincrona) non è necessaria la compresenza temporale di formatore e partecipanti.
Ricordiamo che siamo comunque in attesa dell’Accordo Stato-Regioni che dovrà accorpare, rivisitare e modificare degli Accordi attuativi del Dlgs n. 81/2008 in materia di formazione.

Testo di legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 

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MASCHERINE E  GREEN PASS- Cosa accade alla luce dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 28 Aprile

Sabato 30 aprile è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza emanata dal Ministero della Salute il 28 aprile in merito a “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” che contiene novità per l’uso delle mascherine (e conferme per il green pass).

Mascherine
Le mascherine saranno obbligatorie fino al 15 giugno ma soltanto per:

  1. l’accesso a determinati mezzi di trasporto e per il loro utilizzo;
  2. per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati,
  3. per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso.

Per quanto attiene i luoghi di lavoro, senza distinzione tra pubblico e privato, l’utilizzo della mascherina è e sarà solo, fortemente, raccomandato.

E’ però necessario ricordare che qualche settimana fa i ministeri della Salute, del Lavoro e delle Attività produttive hanno rinnovato con le parti sociali i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevedono l’impiego della mascherina: pertanto, tale disposizione, permarrà sino all’aggiornamento degli stessi ipotizzata per il 04 maggio p.v.

Org Numeri suggerisce l’applicazione di linee di comportamento prudenti che tengano conto di quelli che sono gli affollamenti nei locali aziendali.

Green Pass
Rimangono confermate le disposizioni previste dal D.L. N.24/2022 (ORG NEWS 29 MARZO). Dal 1° maggio sarà eliminato il green pass come requisito necessario per poter accedere ai luoghi di lavoro e dal 15 di giugno finirà anche l’obbligo di vaccinazione per gli over 50.

Salvo precisazioni dell’ultimo minuto, dunque, dal 1° maggio, anche i non vaccinati potranno pertanto tornare nei luoghi di lavoro e non sarà richiesto neppure il tampone.

 

Link GU Serie Generale n.100 del 30-04-2022: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2022/04/30/100/sg/pdf

 

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IL DATORE DI LAVORO: come si individua e quali sono le sue responsabilità in materia di sicurezza

Un’efficace organizzazione della sicurezza presuppone una chiara identificazione di:

  • Compiti: cosa deve fare ciascuno
  • Ruoli: chi decide? chi attua? chi vigila?
  • Responsabilità: di cosa ed a chi risponde ciascuno?

Focalizziamoci sugli aspetti che riguardano il DATORE DI LAVORO.

L’art. 2 comma 2, lett b) del d.lgs n.81/2008 definisce il datore di lavoro come: “il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore, o comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita poteri decisionali e di spesa“.

Si da quindi particolare importanza non tanto alla titolarità del rapporto di lavoro quanto alla situazione di fatto, andando a sottolineare:

  • la responsabilità dell’organizzazione dell’impresa
  • la titolarità di poteri decisionali e
  • la disponibilità dei mezzi necessari.

 

RUOLO DEL DATORE DI LAVORO

Il datore di lavoro, figura cardine dell’impresa, in materia di sicurezza sul lavoro ha l’obbligo di:

  • nominare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione
  • valutare tutti  i rischi nel luogo di lavoro
  • adottare le misure tecniche, organizzative e procedurali per eliminare o almeno ridurre i rischi
  • fornire DPI adeguati ai lavoratori
  • garantire l’adeguata informazione, formazione e addestramento ai lavoratori
  • nominare il medico compente
  • individuare e ripartire i ruoli aziendali tenuti ad applicare le misure di prevenzione e protezione ed a vigilarne l’applicazione
Con specifico riguardo all’obbligo di vigilanza non basta al datore di lavoro, per andare indenne da responsabilità in caso di infortunio sul lavoro, dimostrare di aver impartito una direttiva finalizzata a scongiurare quel determinato rischio: deve provare di averla anche fatta rispettare concretamente, vigilando e sanzionando le violazioni.
Questo obbligo viene riconfermato dall’ordinanza n. 11227/22 della Corte di Cassazione che ha convalidato la condanna della Corte d’Appello di Roma nei confronti del datore di lavoro ravvisando la culpa in vigilando in un grave infortunio nonostante egli avesse dato disposizioni non rispettate dal lavoratore – senza però appunto vigilare sull’effettiva attuazione. Viene pertanto sancita la mancata vigilanza anche se il lavoratore non ha rispettato le direttive impartite. 

INDIVIDUAZIONE DEL DATORE DI LAVORO 

  • Nel caso delle imprese individuali è il titolare dell’impresa;
  • Nelle società di capitali (SpA, Srl) è l’intero Consiglio di Amministrazione o l’Amministratore Unico. Pertanto, la responsabilità grava, in generale, su tutto il CdA o sull’Amministratore unico, salva la dimostrazione esplicita di un’attribuzione di poteri gestionali e decisionali ad altro soggetto (dirigente);
  • Nelle società di persone, identificabili in società semplici, l’obbligo grava su tutti  soci, salvo che non risulti espressamente delegato uno soltanto;
  • Nelle cooperative il responsabile è il Presidente legale rappresentante della società, salva la possibilità di dimostrare l’attribuzione di poteri ad altro soggetto
  • Nelle società in nome collettivo, il socio risponde, indipendentemente da una ripartizione dei compiti

 

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Lo staff Org Numeri

L’Albo nazionale gestori ambientali è disciplinato dal D.Lgs 152/06 ed è un’organizzazione che ha la funzione di controllare e gestire il settore dei rifiuti, cui si devono iscrivere gli enti e le imprese che intendono esercitare attività di trasporto, di commercio e di intermediazione degli stessi.

Le imprese e gli enti iscritti all’Albo Gestori sono tenuti alla corresponsione di un diritto annuale d’iscrizione per ciascuna categoria di appartenenza.
Tale diritto deve essere pagato nell’anno d’iscrizione all’Albo e successivamente ogni anno entro il 30 aprile.

 

Mancato pagamento

L’omissione del pagamento del diritto annuale comporta la sospensione d’ufficio dall’Albo per la categoria interessata che permane fino a quando non venga data prova alla Sezione dell’effettuazione del pagamento.

Durante il periodo di sospensione l’impresa non può svolgere l’attività della categoria sospesa. Inoltre non verranno rilasciate né visure, né certificati, né verranno deliberate variazioni e/o rinnovi.

Le iscrizioni che risultano sospese da oltre un anno senza aver regolarizzato i pagamenti sono cancellate d’ufficio.

 

Modalità di pagamento

Il pagamento del diritto annuale deve essere effettuato con modalità telematica.

Per eseguire il pagamento l’impresa deve accedere alla propria area riservata nel sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali alla pagina

http://www.albonazionalegestoriambientali.it/Impresa/Login.aspx

Nella sezione DIRITTI è visualizzato il dettaglio degli importi dovuti e le modalità di pagamento.
Importi da versare

Gli importi del diritto annuale d’iscrizione sono specifici per categorie d’iscrizione. In ogni caso l’importo è già definito nella sezione Diritti.

 

Org Numeri è a Vostra disposizioni per offrirVi ulteriori informazioni e per supportarVi nell’attività di: 

  • iscrizione
  • modifica per integrazione di mezzi o codici CER
  • cancellazione
  • rinnovo

 

Il team di Org Numeri

DL 24/2022 : COVID-19 E STATO D’EMERGENZA: CAMBIAMENTI IN VIGORE DAL PRIMO APRILE

 

Il 31 marzo cesserà lo stato di emergenza Covid-19 e inizierà un percorso per il graduale ritorno all’ordinario. Vi saranno alcuni step quali: a) superamento delle zone colorate; graduale superamento del green pass; eliminazione delle quarantene precauzionali.

Vediamo insieme quanto sarà in vigore dal 1 aprile a seguito del decreto-legge pubblicato il 24 marzo in Gazzetta Ufficiale che introduce disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza.

 

Il provvedimento stabilisce:

  • obbligo di mascherine: viene reiterato fino al 30 aprile l’obbligo di mascherine ffp2 negli ambienti al chiuso quali i mezzi di trasporto e i luoghi dove si tengono spettacoli aperti al pubblico. Nei luoghi di lavoro sarà invece sufficiente indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
  • fine del sistema delle zone colorate;
  • capienze impianti sportivi: ritorno al 100% all’aperto e al chiuso;
  • protocolli e linee guida: verranno adottati eventuali protocolli e linee guida con ordinanza del Ministro della salute.

 

Analizziamo nello specifico gli aspetti per i luoghi di lavoro.

Accesso al luogo di lavoro
Dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il Green Pass Base.

Resta fermo l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno 2022 ma per l’accesso ai luoghi di lavoro, i lavoratori ultracinquantenni, potranno nuovamente esibire il c.d. green pass base (certificazione verde COVID-19 rilasciata a seguito di vaccinazione, guarigione e tampone negativo).
L’obbligo di green pass base è stato prorogato fino al 30 aprile 2022 anche per i lavoratori under 50, sembrerebbe quindi che dal 1 maggio verrà definitivamente abolito il GP sui luoghi di lavoro.

 

Fino al 31 dicembre 2022 resta l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle RSA; fino alla stessa data rimane il green pass per visitatori in RSA, hospice e reparti di degenza degli ospedali.

 

Misure legate al perdurare della diffusione del COVID-19
Nel nuovo impianto, sono prorogate fino al 30 giugno 2022:

  • le regole dello Smart Working “semplificato”. Nel lavoro privato rimane la possibilità di ricorrere al lavoro da remoto senza l’accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore (art. 90, co. 3 e 4 del DL n. 34/2020);
  • le disposizioni inerenti ai lavoratori fragili e, in particolare, alla prestazione lavorativa in modalità agile (art. 26, 2-bis del 18/2020).
  • Inoltre, fino al 30 aprile 2022, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di 1 metro, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio sono considerate dispositivi di protezione individuale (DPI) ex art. 74, co. 1 D.Lgs n. 81/2008.

 

Protocolli di sicurezza anti-contagio
Anche nel nuovo impianto, i Protocolli di sicurezza anti-contagio continuano a costituire il riferimento per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e produttive.

Di fatto, i Protocolli di Sicurezza non sono legati al perdurare dello Stato di Emergenza bensì all’art. 29-bis del DL n. 23/2020.

Si consiglia pertanto di continuare ad applicare i Protocolli, quali strumenti per assicurare la protezione dell’attività imprenditoriale e dei lavoratori secondo quanto sottoscritto nel protocollo sottoscritto il 24 aprile 2020 e successive modificazioni e integrazioni attendendo la revisione ufficiale alle quali saranno sicuramente sottoposti.

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Lo staff Org Numeri

Il Piano è stato predisposto dal Ministero della Salute con la collaborazione del Gruppo tecnico interregionale REACH – CLP, con il Centro nazionale delle sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore dell’Istituto superiore di sanità e la Rete dei laboratori di controllo in attuazione all’accordo Stato/Regioni del 7 maggio 2015.

 

Tipologia di sostanze verso cui orientare il controllo

Sostanze in quanto tali o in quanto contenute in miscele o in articoli classificate come cancerogene, mutagene, reprotossiche, sensibilizzanti o identificate ai sensi dell’articolo 59 del Regolamento REACH (SVHC e allegato XIV), o individuate nell’ambito delle restrizioni di cui all’allegato XVII del Regolamento REACH;
Sostanze potenzialmente utilizzate come intermedi ai sensi dell’articolo 3, punto 15, lettere b) e c) del Regolamento REACH;
Articoli destinati al consumatore finale, con particolare attenzione alle categorie più sensibili quali ad esempio lattanti, bambini, adolescenti, donne in gravidanza e/o destinati ad essere utilizzati da un elevato numero di persone;
Sostanze, miscele e articoli individuati dagli uffici doganali per spedizioni in cui sospetta la non conformità REACH/CLP;
– Sostanze, miscele e articoli venduti on-line (es: miscele per tatuaggi);
– Sostanze potenzialmente presenti in processi industriali largamente diffusi nel territorio e/o di rilevanza epidemiologica (es. sostanze e miscele contenenti biossido di titanio);

 

Obiettivi del controllo:

Facendo riferimento alle metodologie proposte nei progetti REF e progetti pilota adottati dal Forum dell’ECHA, i controlli in materia di REACH e CLP consisteranno in:

– verifica della conformità con gli obblighi di autorizzazione (Titolo VII Regolamento REACH);
– verifica degli obblighi di restrizione (Titolo VIII  Regolamento REACH);
– verifica degli obblighi di pre-registrazione e registrazione delle sostanze in quanto tali o in quanto contenute in miscele (Titolo II  Regolamento REACH);
– verifica degli obblighi di notifica delle sostanze contenute in articoli (Titolo II  Regolamento REACH);
– verifica della comunicazione all’interno della catena di approvvigionamento (Titolo IV  Regolamento REACH);
– verifica della conformità delle (e)SDS (Allegato II al  Regolamento REACH, come modificato dal Regolamento (UE) 2015/830);
– verifica dell’obbligo di redigere la relazione sulla sicurezza chimica e dell’obbligo di applicare e raccomandare misure di gestione dei rischi (Titolo II e Titolo V  Regolamento REACH);
– verifica della conformità con gli obblighi di conservazione delle informazioni (articolo 36  Regolamento REACH e articolo 49 Regolamento CLP);
– verifica degli obblighi generali di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele (Regolamento CLP);
– verifica delle esenzioni dai requisiti di etichettatura ed imballaggio (articolo 29 Regolamento CLP);
– verifica degli obblighi di etichettatura ed imballaggio per detergenti liquidi per bucato destinati ai consumatori contenuti in imballaggio solubile monouso (articolo 35.2 e Allegato II punto 3.3 Regolamento CLP);
– verifica degli obblighi di notifica della classificazione all’ECHA (articolo 40 Regolamento CLP);
– verifica degli obblighi di notifica della composizione delle miscele all’ISS (articolo 45 Regolamento CLP);
– verifica degli obblighi di pubblicità (articolo 48 Regolamento CLP).
– verifica degli obblighi di imballaggio di sostanze o miscele pericolose fornita al pubblico tali da indurre i consumatori in errore (articolo 35.2 del  Regolamento CLP)

 

 

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Lo Staff Org Numeri 

Nei giorni scorsi è stata emessa una delle prime sentenze sulla corretta applicazione della TARI alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116 in materia di classificazione dei rifiuti.

Con la sentenza n. 824 del 23 febbraio 2022, la Commissione Tributaria Provinciale di Caserta, Sez. XI ha, infatti, affermato che, giacché gli imprenditori industriali sono produttori – oltre che di rifiuti speciali – anche di rifiuti urbani in relazione alle superfici non strettamente collegate alla produzione (quali uffici, mense, servizi ecc.), la parte di rifiuti urbani, se auto-smaltiti (in tutto o in parte, per ‘frazioni’ di rifiuto) è soggetta all’obbligo di pagamento della quota fissa della TARI e non anche a quella variabile (rapportata alla quantità di rifiuti conferiti). Diversamente, le superfici destinate a magazzini per materie prime e stoccaggio restano escluse dal pagamento del tributo in quanto funzionalmente e strettamente connesse all’esercizio del ciclo produttivo.

 

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Il Decreto legge n. 228/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 15 del 25 febbraio 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, tra le varie modifiche introdotte, ha prorogato nuovamente l’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura degli imballaggi al 01 gennaio 2023.

Entro il 30 maggio 2022 il Ministero della transizione Ecologica dovrà provvedere ad emanare le c.d. linee guida tecniche per l’etichettatura ambientale degli imballaggi.

 

 

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Il termine per la presentazione della dichiarazione MUD, ai sensi di quanto stabilito dalla Legge 70/1994 istitutiva del MUD, è stato PROROGATO dal 30 aprile 2022 al 21 maggio 2022 (120 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione in GU del DPCM).

Il 21 gennaio 2022 è stato pubblicato in GU il DPCM del 17 dicembre 2021, che approva il modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2022.

Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale, che sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2022 con riferimento all’anno precedente, come disposto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, è articolato in Comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento:

  1.  Comunicazione Rifiuti
  2.  Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  3.  Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio.
  4.  Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  5.  Comunicazione Rifiuti Urbani, assimilati e raccolti in convenzione
  6.  Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Deve essere presentato un MUD per ogni unità locale che sia obbligata, dalle norme vigenti, alla presentazione di dichiarazione.

 

Il DPCM è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-01-21&atto.codiceRedazionale=22A00346&elenco30giorni=true

 

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