Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 rappresenta lo strumento fondamentale di pianificazione centrale degli interventi di prevenzione e promozione della salute da realizzare sul territorio. Esso mira a garantire sia la salute individuale e collettiva sia la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale attraverso azioni quanto più possibile basate su evidenze di efficacia, equità e sostenibilità che accompagnano il cittadino in tutte le fasi della vita, nei luoghi in cui vive e lavora.

Alla luce delle recenti esperienze legate alla pandemia da COVID-19, il Piano sottolinea l’indispensabilità di una programmazione sanitaria basata su una rete coordinata e integrata tra le diverse strutture e attività presenti nel territorio, anche al fine di disporre di sistemi flessibili in grado di rispondere con tempestività ai bisogni della popolazione, sia in caso di un’emergenza infettiva, sia per garantire interventi di prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni, individuazione dei soggetti a rischio, tutela dell’ambiente, ecc.) e affrontare le sfide della promozione della salute e della diagnosi precoce e presa in carico integrata della cronicità.

Gli obiettivi del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione

Il PNP 2020-2025 intende consolidare l’attenzione alla centralità della persona, tenendo conto che questa si esprime anche attraverso le azioni finalizzate a migliorare l’Health Literacy (alfabetizzazione sanitaria) e ad accrescere la capacità degli individui di interagire con il sistema sanitario (engagement) attraverso relazioni basate sulla fiducia, la consapevolezza e l’agire responsabile. In tale contesto è necessario un attivo coinvolgimento dei MMG e PLS, figure chiave per favorire l’health literacy e l’empowerment dei cittadini.

Il PNP 2020-2025 ribadisce inoltre l’approccio life course, finalizzato al mantenimento del benessere in ciascuna fase dell’esistenza, per setting (scuola, ambiente di lavoro, comunità, servizi sanitari, città, …), come strumento facilitante per le azioni di promozione della salute e di prevenzione, e di genere, al fine di migliorare l’appropriatezza ed il sistematico orientamento all’equità degli interventi.

Il PNP 2020-2025 mira a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che definisce un approccio combinato agli aspetti economici, sociali e ambientali che impattano sul benessere delle persone e sullo sviluppo delle società, affrontando dunque il contrasto alle disuguaglianze di salute quale priorità trasversale a tutti gli obiettivi.

Il Piano si articola in sei Macro Obiettivi:

  • Malattie croniche non trasmissibili
  • Dipendenze e problemi correlati
  • Incidenti stradali e domestici
  • Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali
  • Ambiente, clima e salute
  • Malattie infettive prioritarie

Il documento, rappresentando quindi la cornice comune degli obiettivi di molte delle aree rilevanti per la Sanità Pubblica, investe sulla messa a sistema in tutte le Regioni dei programmi di prevenzione collettiva di provata efficacia (come vaccinazioni e screening oncologici) e di linee di azione (Programmi “Predefiniti”, vincolanti per tutte le Regioni) basate su evidenze di costo-efficacia, buone pratiche consolidate e documentate, strategie raccomandate, nazionali e internazionali. Il Piano adotta infine un sistema di valutazione, basato su indicatori e relativi standard, che consente di misurare, nel tempo, e in coerenza con il monitoraggio dell’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, lo stato di attuazione dei programmi, anche al fine di migliorarli in itinere, nonché il raggiungimento dei risultati di salute e di equità attesi.

Ogni Regione è ora chiamata ad adottare il PNP e a predisporre e approvare un proprio Piano locale (Piano Regionale della Prevenzione – PRP), entro i termini previsti dall’Intesa, declinando contenuti, obiettivi, linee di azione e indicatori del Piano nazionale all’interno dei contesti regionali e locali. A sua volta il livello centrale è tenuto a mettere in campo le Linee di supporto centrale al PNP, parte integrate del Piano stesso, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi garantendo la coesione del sistema.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 è consultabile al link:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2955_allegato.pdf

Dal 1 gennaio 2021 è in vigore la Legge n. 178/2020, in cui si incentiva il sistema del vuoto a rendere degli imballaggi contenenti liquidi a fini alimentari, primari e riutilizzabili:

“Al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e di favorire il riutilizzo degli imballaggi usati nelle zone economiche ambientali di cui all’articolo 4-ter del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, è promosso il sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi contenenti liquidi a fini alimentari, primari e riutilizzabili di cui, rispettivamente, alle lettere b) ed e) del comma 1 dell’articolo 218 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”. (comma 760)

Per completezza, riportiamo di seguito anche i commi successivi:

Comma 761: “Agli utilizzatori di cui alla lettera s) del comma 1 dell’articolo 218 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, aventi la sede operativa all’interno di una zona economica ambientale e che introducono per la vendita il sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi di cui al comma 760 del presente articolo è riconosciuto, in via sperimentale, un contributo economico a fondo perduto pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di 10.000 euro ciascuno, corrisposto secondo l’ordine di presentazione delle domande ammissibili, nel limite complessivo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, fino a esaurimento delle predette risorse”.

Comma 762: “Al fine di promuovere il sistema del vuoto a rendere di cui al comma 760, gli utilizzatori di cui al comma 761 riconoscono agli acquirenti, negli anni 2021 e 2022, un abbuono, all’atto della resa dell’imballaggio, pari al 25 per cento del prezzo dell’imballaggio stesso, contenente la merce ed esposto nella fattura o ricevuta fiscale o scontrino fiscale”.

Comma 763: “Agli utilizzatori che hanno concesso l’abbuono è riconosciuto un credito d’imposta di importo pari al doppio dell’importo degli abbuoni riconosciuti agli acquirenti”.

Comma 764: “Il credito d’imposta di cui al comma 763 è riconosciuto fino a un importo massimo di 10.000 euro annui per ciascun utilizzatore, nel limite massimo complessivo di 5 milioni di euro annui per gli anni 2021 e 2022. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e non è soggetto al limite di cui al comma 53 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Le disposizioni dei commi da 760 a 764 sono riconosciute nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis, al regolamento (UE) n. 1408/ 2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis nel settore agricolo e al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis nel settore della pesca e dell’acquacoltura. “

 

Qui il testo completo delle Legge di Bilancio n 178/2020:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/12/30/20G00202/sg

L’informazione sulla gestione e prevenzione di queste patologie saranno al centro dell’iniziativa comunitaria di comunicazione, coordinata nel nostro Paese dall’Inail, Focal Point nazionale, insieme al network istituzionale e alla rete dei partner aderenti. Tra le iniziative, anche il concorso sulle buone pratiche

Nel mondo del lavoro continuano a incombere rischi già conosciuti come i disturbi muscoloscheletrici, che coinvolgono tre lavoratori su cinque e rappresentano tra le tecnopatie più diffuse e comuni in Europa. È necessario quindi non abbassare la guardia, tenendo conto che queste patologie insidiano anche attività non tradizionali come le modalità di prestazione in smart working, in cui sono impegnati attualmente tantissimi lavoratori.

In Italia nel 2008, i disturbi muscolo scheletrici rappresentavano meno del 40% del totale delle malattie professionali denunciate, nel 2019 la loro quota è salita quasi al 70%. L’INAIL quindi, metterà a disposizione dell’Agenzia le proprie conoscenze tecnico-scientifiche, stimolando nuovi percorsi di studio e l’acquisizione di strumenti pratici per migliorare le condizioni di lavoro e favorire un’equa crescita economica e sociale in tutti i paesi europei.

Le tecnopatie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo rappresentano i 2/3 del totale delle malattie professionali; la ripetitività del lavoro rileva sul 64% dei casi accertati di lesioni agli arti superiori e il sollevamento di un carico incide sul 55 % dei casi di patologie alla schiena. Sul totale delle malattie riferite al 2019, su oltre 15 mila casi il 75 % circa riguarda i maschi. I settori più a rischio risultano essere artigianato (28,5), agricoltura (26,7), industria (23,5), servizi (18,7) e Pa (2,9).

Alcuni risultati dei progetti di ricerca pluriennale 2017-2021 condotti a supporto della campagna, consultabili sul portale dell’Agenzia, evidenziano che il mal di schiena è la patologia più diffusa tra i lavoratori. I fattori di rischio, da soli o concomitanti, comprendono componenti fisiche, organizzative e psicosociali, elementi individuali e tipologie di lavoro. L‘Inail continua a collaborare per la realizzazione di articoli ed elaborati scientifici sui Dms, con attenzione ai settori più a rischio come le costruzioni e l’agricoltura, e agli esoscheletri collaborativi di protezione e prevenzione.

Tra i diversi aspetti sui quali punterà la campagna, anche l’analisi di fattori quali la digitalizzazione e le nuove tecnologie, e l’impatto di nuovi rischi come quelli psicosociali, anche in relazione agli scenari posti dai cambiamenti del mondo del lavoro e dalla diffusione dello smart working.

Premio buone pratiche, la scadenza per partecipare è il 15 luglio 2021. Anche in questa edizione, ad accompagnare la campagna europea è il concorso sulle buone pratiche, che punta a dare risalto agli esempi organizzativi in tema di prevenzione dei Dms nei luoghi di lavoro. Al concorso possono candidarsi imprese individuali, enti e organismi di formazione e istruzione, organizzazioni dei datori di lavoro, associazioni di categoria, sindacali e non governative, servizi territoriali per la prevenzione, partner ufficiali della campagna. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 15 luglio 2021. Tutte le informazioni sul concorso, come sui contenuti e sulle iniziative della campagna, sono disponibili sul sito dell’Agenzia europea e sul portale dell’Inail.

 

Per maggiori informazioni visita il sito dell’INAIL:

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-euosha-campagna-disturbi-muscoloscheletrici-2020.html&tipo=news

L’Agenzia Europea della Chimica (ECHA) ha comunicato che il Database SCIP è ufficialmente aperto e pienamente operativo.

 

Cos’è il database SCIP?

In base a quanto previsto da tale testo legislativo tutti i fornitori di articoli che contengono una o più sostanze incluse nella Candidate List (SVHC-CL) dovranno fornire informazioni sull’uso sicuro notificando tali dati ad ECHA in un apposito database. Tale nuovo database è stato denominato SCIP, il cui acronimo sta per Substances of Concern In Products (articles, as such or in complex objects).

Quindi i produttori/fornitori di articoli che contengono una o più sostanze estremamente preoccupanti (SVHC), cioè appartenenti alla Candidate List, in concentrazione > 0,1%, sono tenute a notificarlo all’ECHA.

Le notifiche presentate con il vecchio sistema non sono state prese in considerazione da ECHA.

Da tener presente che si tratta di un obbligo normativo derivante dalla modifica della Normativa Quadro sui Rifiuti (WFD – Waste Framework Directive) avvenuta con la pubblicazione della Dir. (UE) 2018/851.

In pratica si tratta di un’estensione dell’obbligo di comunicazione sancito dall’art. 33, par. 1 del Reg. REACH (applicabile sin dall’entrata in vigore del Reg. REACH stesso). I fornitori di articoli non comunicheranno più le informazioni sull’uso sicuro dei propri articoli contenenti sostanze di Candidate List solo ai destinatari di tali articoli, ma dovranno contestualmente informare ECHA caricando tali dati nel database SCIP.

 

Quali sono le sostanze estremamente preoccupanti (SVHC)?

Tali sostanze sono elencate nella Candidate List > 0,1%. Il produttore/distributore, deve notificare i propri prodotti se contengono una o più sostanze SVHC in concentrazione superiore al 0,1% in peso.

La Candidate List è consultabile al link: https://echa.europa.eu/it/candidate-list-table.

 

Quando bisogna notificarlo all’ECHA?

A partire dal 5 gennaio 2021, data di entrata in vigore dell’obbligo, le aziende che immettono sul mercato articoli contenenti sostanze della candidate list < 0,1%, dovranno notificarlo all’ECHA.

 

Qual è l’obiettivo di questo database?

 Il database SCIP garantisce che le informazioni sugli articoli contenenti sostanze SVHC siano disponibili durante l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali, anche nella fase finale di rifiuto.

Con l’obiettivo quindi di:

  • aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli al momento dell’acquisto dei prodotti e fornire informazioni su come utilizzare e smaltire al meglio tali articoli;
  • promuovere la sostituzione delle sostanze chimiche preoccupanti (SVHC) presenti negli articoli con alternative meno pericolose, favorendo così anche l’economia circolare;
  • fornire ai recuperatori di rifiuti informazioni sulle sostanze preoccupanti presenti all’interno dei rifiuti in modo tale che, prima delle operazioni di trattamento, queste possano essere gestite per ottenere una produzione di materiali recuperati (e quindi di articoli) più sicuri, implementando così un’economia circolare vera e tutelata.

 

Quali informazioni devono comunicare i fornitori?

I fornitori di articoli, dovranno fornire informazioni al fine di descrivere in maniera quanto più precisa l’oggetto in questione. Alcune delle informazioni obbligatorie che dovranno essere comunicate sono le seguenti:

  • informazioni che consentono di identificare l’articolo:
    1. nome principale assegnato all’articolo in quanto tale o all’oggetto complesso (in questo caso la scelta del nome risulta libera);
    2. identificatore numerico o alfanumerico assegnato all’articolo: ciò sarà fondamentale per procedere con l’operazione di notifica. Potrà essere scelto ad esempio il European Article Number (EAN); Global Trade Item Number (GTIN); Universal Product Code (GPC); Catalogue number; ECHA Article ID, part number.
  • il nome, l’intervallo di concentrazione e l’ubicazione delle sostanze di Candidate List presenti nell’articolo, descrivendo la natura del materiale in cui si ritrovano;
  • indicazione della produzione dell’articolo (se è europea o extra-UE);
  • informazioni sull’uso sicuro dell’articolo.

Per quanto riguarda le informazioni opzionali (che non devono essere inviate obbligatoriamente durante la procedura di notifica) di seguito sono riportati alcuni esempi:

  1. immagine dell’articolo e/o delle sue parti;
  2. descrizione dimensionale dell’articolo;
  3. istruzioni di disassemblaggio;
  4. ogni altra informazione pertinente che permetta la gestione sicura dell’articolo.

ECHA mette a disposizione il manuale Requirement for SCIP notification (link Manual Template (europa.eu))

 

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

Con le nuove regole contenute nel DPCM del 3 dicembre, si vogliono evitare quanto più possibile gli spostamenti e, soprattutto, le occasioni di fare assembramento.

Pertanto, è stato disposto il divieto di spostarsi tra Regioni (dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021) e nelle giornate di festa (25 e 26 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021) anche tra Comuni.

A Capodanno, nessun festeggiamento a mezzanotte, con un coprifuoco che viene esteso dalle 22.00 del 31 dicembre alle 7.00 del 1° gennaio.

Vediamo alcuni degli aspetti salienti di questo DPCM:

 

SPOSTAMENTI

– dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse Regioni o Province autonome;

– nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra Comuni;

– sono sempre possibili gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;

è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti.

Resta in vigore il “coprifuoco” notturno dalle 22.00 alle 5.00, con l’eccezione della notte di capodanno durante la quale sarà esteso fino alle 7.00 della mattina del 1° gennaio.

 

ATTIVITÀ PROFESSIONALI si raccomanda che:

– esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

– siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;

– siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti;
– siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

 

ATTIVITÀ COMMERCIALI E RISTORAZIONE

Per bar e ristoranti si confermano le precedenti prescrizioni, mentre vengono leggermente allentate le misure per le attività commerciali:

In particolare, viene previsto che:

– fino al 6 gennaio 2021, l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00;

nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili;

– resta valida l’eccezione per le farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole e anche le rivendite di prodotti agricoli e florovivaistici;

– dopo le ore 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Mentre un’unica novità: dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1° gennaio 2020, sarà consentita la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive solo con servizio in camera;

– resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

 

GLI IMPIANTI DEI COMPRENSORI SCIISTICI restano chiusi (eccezione per gli atleti professionisti), ma riapriranno il 7 gennaio 2021.

 

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Per le scuole restano in vigore le attuali regole con la didattica in aula per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, mentre per l’istruzione secondaria, a decorrere dal 7 gennaio 2021, deve essere garantita didattica in presenza al 75% della popolazione studentesca.

Inoltre, vengono consentiti, anche a distanza e secondo le modalità stabilite con appositi provvedimenti amministrativi, molti corsi professionali abilitanti tra cui quelli effettuati dagli uffici della motorizzazione civile, dalle autoscuole e dalle scuole nautiche, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori.

 

ZONE ARANCIONI E ROSSE

Confermate le attuali ulteriori limitazioni per le Regioni che sono classificate a rischio arancione e rosso.

Ogni settimana, il Ministero della Salute deve, verificherà il permanere dei presupposti per la classificazione nella fascia di rischio e provvede con ordinanza all’aggiornamento dell’elenco delle Regioni che si collocano in uno scenario rosso o arancione, fermo restando che la permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione.

Lo staff Org Numeri

 

 

Nel mese di novembre è stata pubblicata la nuova versione del Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n.81, meglio conosciuto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro.

Vi riportiamo le modifiche introdotte nel nuovo D. Lgs. 81/2008:

  1. Una prima modifica riguarda l’ 242, comma 6, e gli allegati XLII (Elenco di sostanze, miscele e processi) e XLIII (Valori limite di esposizione professionale), ai sensi del D. Lgs. 1 giugno 2020, n. 44 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE del Consiglio, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro”.

Il nuovo comma 6 dell’articolo 242 – Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche (Titolo IX Sostanze pericolose – Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – Sezione III Sorveglianza sanitaria), dice:

“Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche”.

2. Un’altra modifica riguarda, invece, l’ 180, comma 3, ai sensi del Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 di recepimento della direttiva 59/2013/Euratom dal titolo “Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell’articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117”.

3. Una terza modifica riguarda poi l’allegato XLVI (Elenco degli agenti biologici classificati) ai sensi del Decreto Legge 7 ottobre 2020, n. 125 “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonchè per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020”.

In particolare all’allegato XLVI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, “nella sezione VIRUS, dopo la voce: ‘Coronaviridae – 2’ è inserita la seguente: ‘Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2);

la nota è così formulata: ‘In linea con l’articolo 16, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, il lavoro di laboratorio diagnostico non propagativo riguardante il SARS-CoV-2 deve essere condotto in una struttura in cui si utilizzano procedure equivalenti almeno al livello di contenimento 2. Il lavoro propagativo riguardante il SARS-CoV-2 deve essere condotto in un laboratorio con livello di contenimento 3 a una pressione dell’aria inferiore a quella atmosferica”.

Infine è stato modificato l’allegato XXXVIII (Valori limite di esposizione professionale) ai sensi del Decreto Interministeriale del 02 maggio 2020, di recepimento della direttiva 2017/164/UE della Commissione del 31 gennaio 2017, con la quale è stato definito un quarto elenco di valori indicativi di esposizione professionale in attuazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio e che modifica le direttive 91/322/CEE, 2000/39/CE e 2009/161/UE della Commissione.

Oltre alle modifiche, sono stati inseriti diversi provvedimenti e circolari, ne riportiamo alcuni:

  • la lettera circolare prot. 11056 del 31 marzo 2020 del Ministero della Salute sulla proroga al 31 luglio 2020 dei termini previsti dall’art. 40, comma 1, che recita che “entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in ALLEGATO 3B”. Chiaramente, come indicato nella circolare, la proroga è dipesa dal “carico di lavoro e la difficoltà della situazione legata alla gestione dell’emergenza COVID-19”.
  • la lettera circolare del 29 aprile 2020 prot. 14915 del Ministero della Salute contenente indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività. Per approfondire le indicazioni presenti nella importante circolare vi invitiamo alla lettura di alcuni articoli del nostro giornale:
    • COVID: indicazioni operative relative alle attività del medico competente
    • Coronavirus: il ruolo del medico competente nella fase 2
  • la circolare n. 13 del 04 settembre 2020, congiunta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero della Salute riguardante chiarimenti sulla circolare del 29 aprile 2020 sui lavoratori fragili e Covid-19. Rimandiamo, in questo caso alla lettura dell’articolo “COVID-19: le novità per la sorveglianza sanitaria e il concetto di fragilità”.
  • la lettera circolare dell’INL del 23 ottobre 2020 prot. 3395 riguardo il Decreto n. 94 del 7 agosto 2020 in materia di abilitazione alla conduzione di generatori di vapore.
  • Nel documento è stato poi inserito anche il già citato decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 94/2020 in materia di abilitazione alla conduzione di generatori di vapore e di acqua surriscaldataalimentati a fuoco diretto o a fuoco indiretto con rischio di surriscaldamento, non esonerati dalla conduzione abilitata. Decreto che è stato emanato in attuazione di quanto previsto dall’articolo 73-bis, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008.
  • Ricordiamo, infine, che è stato sostituito il Decreto Direttoriale n. 57 del 18 settembre 2019 con il Decreto Direttoriale n. 6 del 14 febbraio 2020(Ventitreesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11). Per un approfondimento rimandiamo alla lettura dell’articolo “Verifiche periodiche: il nuovo elenco dei soggetti abilitati”.

Il testo integrale del D. Lgs. 81/2008 edizione novembre 2020 è scaricabile al link:

https://www.ispettorato.gov.it/it-it/strumenti-e-servizi/Documents/TU%2081-08%20-%20Ed.%20Novembre%202020.pdf

Lo staff Org Numeri

La nuova Ordinanza del Veneto per contrastare la pandemia da Covid, sarà in vigore da domani 26 novembre, fino al 4 dicembre compreso.

Ecco le principali novità che riguardano bar/ristoranti e negozi.

Misure di carattere generale e relative agli esercizi di commercio al dettaglio

  • CONSENTITO l’abbassamento momentaneo della mascherina per la regolare consumazione di cibo o bevande o per il consumo di tabacchi deve, in ogni caso, essere rigorosamente limitato temporalmente alla consumazione e deve comunque avvenire nel rispetto della distanza minima di un metro, sia seduti che, quando ammesso, in piedi. … In caso di violazione della disposizione predetta da parte di avventori di esercizi di somministrazione risponde sanzionatoriamente anche il gestore, eventualmente con la chiusura immediata dell’esercizio in caso di plurime contestuali violazioni da parte di avventori.
  • CONSENTITO l’accesso ad una sola persona per nucleo familiare, agli esercizi di vendita di generi alimentari, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni.
  • FORTEMENTE RACCOMANDATO agli esercenti di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita da parte dei soggetti con almeno 65 anni nelle prime due ore di apertura dell’esercizio stesso.
  • Dalle ore 15 fino alla chiusura dell’esercizio, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande si svolge ESCLUSIVAMENTE con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, su posti regolarmente collocati.
  • Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande devono rispettare le linee guida di cui all’apposita scheda dell’allegato 9 del dpcm 3.11.2020 e ssmm, assicurando, in ogni caso, che il menu sia offerto su supporto digitale o su supporto usa e getta, che non sia attuata nessuna forma di buffet, che sia costantemente rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro e che presso ciascun tavolo non siano seduti più di quattro soggetti tra loro non conviventi; la mascherina va utilizzata in tutti gli spostamenti; il liquido igienizzante deve essere disponibile in entrata, sui tavoli e nei bagni;
  • In tutti gli esercizi di commercio al dettaglio, singoli o inseriti in centri commerciali o parchi commerciali, si applicano i seguenti indici massimi di compresenza di clienti:
  1. esercizi fino a 40 mq di superficie di vendita: 1 cliente, come da allegato 11 del dpcm 3.11.2020;
  2. esercizi fino a 250 mq di superficie di vendita: 1 cliente ogni 20 metri quadrati;
  3. esercizi sopra i 250 mq di superficie di vendita: 1 cliente ogni 30 mq.
  • Nelle eventuali code di attesa va rigorosamente rispettato il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Il gestore è responsabile  del rispetto della previsione.
  • Al fine di garantire il rispetto di quanto sopra riportato, il gestore:
  1. è obbligato ad apporre all’ingresso dell’esercizio, appositi strumenti e/o apparecchi che indichino il numero massimo di presenze consentite in applicazione dei parametri di cui sopra;
  2. garantisce costantemente, tramite strumento elettronico “contapersone” o personale di vigilanza, il rispetto dei parametri di cui sopra, assicurando la presenza di clienti in misura non superiore a quella fissata.
  • In caso di mancata installazione del cartello con il limite massimo di compresenze e/o di presenze di clienti superiore a quello massimo determinato secondo i suddetti parametri, è disposta obbligatoriamente la misura cautelare dell’immediata chiusura dell’esercizio.
  • Nei giorni prefestivi le grandi e medie strutture di vendita, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole.
  • La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata.

 

L’ordinanza completa è consultabile sul sito della Regione:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioOrdinanzaPGR.aspx?id=434956

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Il DPCM 3 novembre 2020 definisce le misure anti-contagio applicabili dal 6 novembre 2020 al 3 dicembre 2020, conferma sostanzialmente le misure già adottate dal DPCM del 24 ottobre, e individua tre zone connotate da differenti livelli di rischio.
Per quanto riguarda le imprese, oltre alle limitazioni previste per il settore della ristorazione per l’intero territorio nazionale, aumenta le limitazioni per il settore del commercio con la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana (sabato e domenica), ad esclusione dei soli esercizi al loro interno riguardanti le farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Inoltre, dispone forti limitazioni agli spostamenti delle persone, introducendo anche un aumento delle misure di contenimento da applicare a singole Regioni sulla base dell’andamento del rischio epidemiologico ivi presente.
Le principali novità introdotte dal nuovo DPCM riguardano:

  • 100% didattica digitale nelle Scuole secondarie di secondo grado, ferme restando la possibilità di svolgere in presenza l’attività laboratoriale e la frequenza in presenza degli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali (art. 1, c. 9, let. s);
  • lo svolgimento esclusivamente con modalità a distanza dei corsi di formazione pubblici e privati, ferma restando la possibilità di svolgere in presenza la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 1, c. 9, let. s);
  • ridotto al 50% il coefficiente di riempimento dei mezzi di trasporto pubblici, con esclusione del trasporto scolastico dedicato (art. 1, c. 9, let. mm).

In merito invece alle restrizioni agli spostamenti, le novità riguardano:

  1. sull’intero territorio nazionale (senza quindi alcuna distinzione fra i territori regionali) vengono vietati gli spostamenti dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, consentendoli esclusivamente se motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;
  2. fortemente raccomandato, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, se non per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi;
  3. possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie (fatta salva la possibilità di accesso e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private);
  4. vengono poi disposte restrizioni ancor più severe per zone ROSSE e ARANCIONI, oltre alle restrizioni definite per tutto il territorio italiano.

L’individuazione delle zone “arancioni” e “rosse(che possono essere intere Regioni o parti di esse) è rimessa al Ministro della Salute, che vi provvede con apposite ordinanze sentiti i Presidenti delle Regioni interessate ed il Comitato Tecnico Scientifico istituito nell’ambito del Dipartimento della Protezione Civile, tenendo conto degli esiti del monitoraggio settimanale condotto ai sensi del documento “Prevenzione e risposta a COVID-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale”, condiviso in sede di Conferenza delle Regioni l’8 ottobre 2020, nonché dei dati elaborati dalla Cabina di regia di cui al Decreto Ministeriale 30 aprile 2020.
Ciò premesso, si riporta di seguito una sintesi delle misure definite, zona per zona, dal nuovo DPCM.

scenario di tipo 3” e con un livello di rischio “alto” (cosiddetta zona “arancione”):

  • DIVIETO di qualsiasi spostamento in entrata e in uscita dalle aree interessate, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, e con salvaguardia degli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza (nei limiti in cui la stessa sia consentita) o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza nonché dei transiti in zona “arancione” necessari per raggiungere altri territori non soggetti a restrizioni o nei casi in cui gli spostamenti siano consentiti dal DPCM;
  • DIVIETO di qualsiasi spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute
  • SOSPENSIONE delle attività dei servizi di ristorazione (con alcune eccezioni, quali le mense ed il catering continuativo su base contrattuale e la ristorazione con asporto, permessa fino alle ore 21).

“scenario di tipo 4” e con un livello di rischio “alto” (cosiddetta zona “rossa”):

  • DIVIETO di qualsiasi spostamento in entrata e in uscita dalle aree suddette e all’interno delle stesse, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e con salvaguardia, anche in questo caso, degli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza nonché dei transiti in zona “rossa” necessari per raggiungere altri territori non soggetti a restrizioni o nei casi in cui gli spostamenti siano consentiti dal DPCM;
  • SOSPENSIONE delle attività commerciali al dettaglio, degli esercizi commerciali di vicinato, media e grande distribuzione, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità indicati nell’Allegato 23 del DPCM;
  • CHIUSURA dei mercati, salvo che per la vendita di soli generi alimentari;
  • SOSPENSIONE delle attività dei servizi di ristorazione, con le stesse eccezioni previste per le zone “arancioni”;
  • svolgimento esclusivamente a distanza della didattica digitale integrata anche nel secondo e terzo anno di frequenza della Scuola secondaria di primo grado;
  • SOSPENSIONE della frequenza delle attività formative e curriculari nelle Università;
  • LIMITAZIONE della presenza fisica sul luogo di lavoro del personale della Pubblica Amministrazione

Di seguito le tre aree di criticità del Paese e le principali misure restrittive previste dal nuovo DPCM.

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

 

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È online il Final Report del Piano di innovazione digitale INAIL 2017-2019, che illustra i risultati conseguiti nel triennio e focalizza l’attenzione sull’efficientamento del modello operativo dell’INAIL, l’evoluzione delle sue infrastrutture tecnologiche e il potenziamento dell’offerta dei servizi per lavoratori e imprese.

Reingegnerizzazione digitale di processi e servizi di natura gestionale e istituzionale – con un potenziamento della sicurezza dei dati e, più in generale, dei servizi offerti all’utenza interna ed esterna – e un modello organizzativo e di processi, coerente con le migliori prassi internazionali e conforme alle norme ISO 9001, ISO 27001 e ISO 20000.

Tra i risultati più significativi che sono stati raggiunti figurano anche un moderno Data Center, infrastruttura tecnologica che coordina le apparecchiature di gestione dati con standard qualitativi allineati alle più evolute certificazioni in materia, erogando servizi anche a Istat, AgiD, Consap e Ministero della Salute, l’evoluzione delle infrastrutture in ottica cloud, a supporto della trasformazione digitale dei servizi, e la trasformazione del patrimonio informativo in un generatore di conoscenza al servizio dei processi operativi e decisionali.

Dal Final Report emerge, in particolare, la volontà dell’Istituto di mettere i processi di innovazione tecnologica e organizzativa al servizio della sicurezza dei lavoratori e delle politiche di prevenzione, trasformandoli in strumenti operativi di uso quotidiano a disposizione dei suoi utenti.

Il report completo è consultabile al link:

https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-report-finale-piano-triennale-it-2017-2019.pdf

 

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In data odierna, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19.
Entrerà in vigore da domani 14 ottobre, e sarà efficace fino al 13 novembre 2020.
Ecco le principali novità!

  • Confermato l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e nei luoghi chiusi, con le eccezioni dell’attività sportiva, dei bambini sotto i 6 anni e delle persone con disabilità incompatibili con l’uso del dispositivo;
  • Fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi;
  • Sconsigliate anche le cene e gli incontri in casa con più di 6 persone non conviventi;
  • Raccomandato, lo svolgimento delle attività professionali medianti modalità di lavoro agile;
  • Vietato lo sport di contatto a livello amatoriale;
  • Sospesi i viaggi di istruzione;
  • Restrizioni anche per i locali: ristoranti, bar, pub, pasticcerie e gelaterie dovranno chiudere alle 24 e la consumazione sarà possibile solo al tavolo dopo le 21: niente consumazioni davanti al locale dopo quest’ora.

Rimangono salve le indicazioni e le regole contenute nei protocolli condivisi e nelle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali.

Il DPCM e i relativi allegati sono consultabili al link:

http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-il-presidente-conte-firma-il-dpcm-del-13-ottobre/15385

Rimaniamo comunque a disposizione per qualsiasi informazione.
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