In questo periodo di emergenza sono stati approvati a livello nazionale, regionale e provinciale provvedimenti che prorogano o sospendono vari adempimenti e scadenze ambientali ed i procedimenti amministrativi che riguardano il rilascio dei titoli autorizzativi.

La Divisione Ambiente di ORG Numeri presenterà in un Webinar gratuito, della durata di 45 minuti, un approfondimento su tali tematiche.

Tale Webinar si terrà Giovedì 16 Aprile 2020 dalle ore 17.00 alle ore 17.45

PROGRAMMA DEL WEBINAR:

  • Decreto “Cura Italia”: adempimenti e scadenze prorogate a livello nazionale;
  • Circolare della Regione Veneto “Primi indirizzi operativi a seguito dell’emergenza COVID-19”;
  • Impianti assoggettati ad AIA e AUA: quali adempimenti sono sospesi?;
  • Condizioni per richiedere la proroga;
  • Modalità e tempistiche.

COME ISCRIVERSI:

Per iscrizioni o eventuali informazioni scrivi a formazione@orgnumeri.com

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

 

Proroga al 22 maggio 2020 del termine per la comunicazione dei risparmi di energia (articolo 7, comma 8, d.lgs. n. 102/2014)

A causa dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il Ministero delle Sviluppo Economico, il 27 marzo 2020, ha comunicato la proroga del termine per la comunicazione ad ENEA dei risparmi di energia normalizzati 2019 (articolo 7, comma 8, d.lgs. n. 102/2014).

Pertanto, tutti i soggetti obbligati alle diagnosi di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 102/2014 e tutte le imprese che hanno implementato un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001, avranno come termine ultimo per la trasmissione dei dati ad ENEA il 22 maggio 2020.

 

Per ulteriori informazioni visita il sito:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2040921-comunicato-27-marzo-2020-proroga-del-termine-per-la-comunicazione-dei-risparmi-di-energia-articolo-7-comma-8-d-lgs-n-102-2014

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Lo staff Org Numeri

Il Decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020 (misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di Sostegno Economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19) ha stabilito la proroga delle seguenti scadenze ambientali:

Art. 103 – Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi  ed  effetti degli atti amministrativi in scadenza:

  1. ai fini del computo dei termini relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi in corso alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020.
  2. i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.

Art. 113 – Rinvio al 30 giugno 2020 di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti:

  1. presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale MUD (termine ordinario 30 aprile), al riguardo si segnala che le modalità di invio della comunicazione e la modulistica da utilizzare sono le medesime dello scorso anno;
  2. comunicazione, da parte dei produttori/importatori, dei dati relativi alle pile ed accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente (D. Lgs. 188/2008) (termine ordinario 31 marzo);
  3. trasmissione, da parte del Centro di Coordinamento Nazionale dei produttori, all’ISPRA dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli (D. Lgs. 188/2008) (termine ordinario 31 marzo);
  4. comunicazione, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE, al Centro di Coordinamento RAEE delle quantità di rifiuti trattate (D. Lgs. 49/2014) (termine ordinario 30 aprile);
  5. versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali D.M. 120/2014  (termine ordinario 30 aprile.

In seguito la Regione Veneto ha pubblicato la circolare di cui al prot. n. 141748 del 01/04/2020 con i “Primi indirizzi operativi a seguito dell’emergenza COVID-19”, in merito alle scadenze delle attività di monitoraggio e controllo, al rinnovo/riesame delle autorizzazioni e al rispetto di eventuali piani di adeguamento delle attività degli impianti assoggettati alla disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

  1. Per le attività per le quali è stata disposta la temporanea sospensione, si considerano automaticamente sospesi tutti i controlli ed i monitoraggi ambientali legati all’esercizio dell’attività, fatta salva la necessità del Gestore di provvedere alla messa in sicurezza di aree di lavorazione e stoccaggio, attrezzature ed impiantistica, anche al fine di preservare le matrici ambientali potenzialmente interessate da sversamenti ed emissioni accidentali.
  2. Nel caso degli impianti per i quali è stata consentita la prosecuzione dell’attività, si presuppone anche la continuazione delle attività di monitoraggio e controllo degli stessi.

Tuttavia, si segnala che, in seguito alle diverse segnalazioni da parte di Gestori di impianti che manifestano la difficoltà o l’impossibilità nell’effettuare alcuni o tutti i controlli e monitoraggi previsti, la presente circolare regionale stabilisce che possono essere temporaneamente sospesi i controlli solamente ove ricorrano tutti i seguenti presupposti:

  1. I controlli non sono necessari per la gestione dei processi di lavorazione e/o dei rifiuti/materiali oggetto dei processi;
  2. I controlli non possono essere espletati da personale alle dipendenze del gestore dell’impianto in questione;
  3. I controlli non possono essere espletati da personale esterno per motivate difficoltà legate all’emergenza in atto che a titolo esemplificativo possono essere riconducibili a: impossibilità di garantire la salute del personale allo scopo dedicato, riduzione dell’organico, limitata possibilità di spostamento all’interno del territorio.

L’aspetto saliente è che ogni proroga e/o ogni mancata effettuazione delle specifiche attività di controllo o la mancata attuazione di quanto previsto dai piani di miglioramento deve essere tempestivamente comunicata all’Autorità competente e agli Enti di controllo da parte del Gestore dell’impianto, motivando l’effettiva impossibilità ad effettuare tali controlli. I mancati autocontrolli effettuati dovranno essere esplicitamente riportati anche nei report dei piani di monitoraggio, ove presenti.

Infine, quando verranno meno le circostanze collegate all’emergenza COVID-19 il Gestore dovrà, a seconda dei casi:

  • entro 60 giorni, dare conto del rispetto del riavvio delle attività previste dal piano di miglioramento (AIA), per le quali era stata richiesta la proroga;
  • entro 30 giorni, trasmettere la documentazione di “riesame” per cui era stata fissata una data di scadenza durante il periodo di emergenza COVID-19, per la quale era stata richiesta la proroga;
  • entro 30 giorni, trasmettere i dati o gli elaborati, compresi i report previsti nel PMC e la relazione annuale AIA/AUA, per la cui presentazione era stata richiesta una proroga.

Testo completo della circolare prot. n. 141748 del 01/04/2020 della Regione Veneto consultabile sul sito:

https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/autorizzazione-integrata-ambientale

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Lo staff Org Numeri

Le drastiche misure di contenimento e di distanziamento sociale, messe in atto a causa dell’emergenza COVID-19, hanno inevitabilmente avuto una pesante ripercussione su numerose attività produttive e imprenditoriali, tra cui anche le aziende che operano in forza di autorizzazioni o altri titoli abilitativi in campo ambientale rilasciati o adottati dalla Provincia.

Considerato che, in questo periodo di emergenza, le imprese potrebbero avere difficoltà a rispettare i termini per la presentazione della documentazione prevista dai rispettivi decreti autorizzativi, la Provincia ha deciso con il Decreto n. 102/2020 del 02/04/2020 di prorogare al 30 giugno 2020 la scadenza dei seguenti adempimenti ambientali:

  • il Piano Gestione Solventi 2019;
  • la comunicazione dei dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’A.I.A., secondo le modalità e le frequenze ivi stabilite;
  • la trasmissione di relazioni e/o comunicazioni;
  • controlli periodici;
  • analisi connesse alla messa in esercizio degli impianti;
  • ogni altro adempimento disposto con atto provinciale di autorizzazione o prescrittivo, compresi quelli già prorogati.

Tale proroga non necessita di richiesta da parte dei soggetti interessati.

Anche le Province di Vicenza e di Padova hanno deciso in data 24 Marzo e 30 Marzo 2020, di prorogare il termine di presentazione della documentazione relativa agli adempimenti ed alle prescrizioni contenute nei provvedimenti ambientali di competenza provinciale, rispettivamente:

  • PROVINCIA DI VICENZA: proroga a Domenica 31 Maggio 2020;
  • PROVINCIA DI PADOVA: proroga a Lunedì 15 giugno 2020.

Il Decreto n. 102/2020 del 02/04/2020 della Provincia di Treviso è consultabile al link:

https://www.provincia.treviso.it/index.php/profilo-imprese/22807-proroga-delle-scadenze-per-gli-adempimenti-ambientali-disposti-con-provvedimenti-di-competenza-della-provincia-di-treviso-emergenza-covid-19

 

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Lo staff Org Numeri

In un momento di difficoltà come quello provocato dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, molte aziende del settore della ristorazione si sono ritrovate a riorganizzare la loro attività al fine di poter almeno consegnare a “serrande chiuse” il cibo direttamente al domicilio dei cittadini.

Tale pratica, denominata Food Delivery, per poter essere svolta deve però rispettare determinate norme igienico-sanitarie.

Innanzitutto l’esercizio dovrà essere chiuso al pubblico. I clienti potranno ordinare esclusivamente via telefonica, mail, sito web, piattaforme digitali, o altri strumenti simili.

All’interno del locale dovrà essere rispettata, nello svolgimento delle attività, la distanza di 1 metro tra i vari dipendenti, i quali avranno a disposizione opportuni dpi (guanti e mascherine, oltre ai normali dispositivi previsti dal piano di autocontrollo HACCP) e soluzioni igienizzanti. Ai lavoratori dovranno essere fornite anche apposite istruzioni in merito al loro utilizzo.

Gli alimenti, una volta preparati, dovranno essere posti in apposite confezioni da richiudere con adesivi, sigilli, o altro, per assicurarne la massima protezione e ridurre il rischio di aperture accidentali.

Le confezioni saranno poi riposte in appositi contenitori adatti agli alimenti, come ad esempio contenitori isotermici, i quali dovranno garantire durante il trasporto il rispetto, ove previsto, della catena caldo/freddo e dovranno essere sanificati ad ogni utilizzo.

In questa fase è fondamentale evitare il più possibile il contatto diretto tra chi opera in cucina ed il personale addetto alle consegne.

E’ necessario quindi individuare un’apposita area all’interno del locale da adibire al ritiro del cibo preparato. Tale area dovrà essere inoltre oggetto di procedure di sanificazione specifiche, che vadano oltre la frequenza ordinaria prevista dai piani di autocontrollo.

Per quanto riguarda invece la consegna questa dovrà avvenire attraverso un mezzo dedicato, opportunamente e regolarmente sanificato. Il personale addetto dovrà avere con se prodotti sanificanti per le mani, guanti e mascherine, e, al momento della consegna, dovrà evitare il contatto diretto con il cliente, rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Proprio per questo motivo il consiglio è di avvisare il cliente in anticipo in merito all’importo totale dovuto, in modo tale da non dover dare alcun resto al momento della consegna.

Si ricorda infine che l’attività di Food Delivery dovrà essere regolamentata anche all’interno del proprio Piano di Autocontrollo (cosiddetto Manuale Haccp), il quale dovrà prevedere l’analisi delle fasi di confezionamento e di trasporto e le relative misure di prevenzione da attuare al fine di minimizzare i rischi e prevenire eventuali non conformità.

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Lo staff Org Numeri

Comunichiamo che l’art. 113 del Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha disposto il RINVIO AL 30 GIUGNO 2020 delle seguenti scadenze relative alle comunicazioni sui rifiuti:

  • presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’art. 189 c. 3 del D.Lgs. 152/2006;
  • versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali di cui al D.M. 120/2014 (per i soggetti iscritti);
  • presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale e dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori portatili, industriali e per veicoli (D.Lgs. 188/2008);
  • presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione annuale dei dati relativi ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE trattati (D.Lgs. 49/2014).

Altre scadenze di natura ambientale eventualmente applicabili non risultano essere prorogate e restano CONFERMATE AL 30 APRILE, in particolare:

  • pagamento dei diritti annui di iscrizione al registro provinciale delle imprese che svolgono attività di recupero di rifiuti in procedura semplificata;
  • trasmissione della dichiarazione PRTR (dati 2019) per i gestori degli stabilimenti soggetti ai sensi dell’art. 4 D.P.R. 157/2011 che fornisce il regolamento di attuazione per il Regolamento (CE) 166/2006 (elenco di impianti similare all’elenco degli impianti dotati di Autorizzazione Integrata Ambientale);
  • trasmissione dei dati relativi ai controlli delle emissioni richiesti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale secondo modalità e frequenze stabilite nell’autorizzazione stessa (per impianti dotati di Autorizzazione Integrata Ambientale)

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi informazione e attività di  supporto.

Lo staff Org Numeri

Protocollo di Salute e sicurezza: le note del Governo

Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.
La notizia è stata anticipata anche dal Governo nei giorni scorsi: a seguito della videoconferenza tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i ministri competenti e le rappresentanze sindacali e di categoria si era già parlato di un percorso per redigere linee guida uniformi che assicurino la massima tutela della salute dei lavoratori e le necessarie condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, con specifico riferimento all’emergenza sanitaria in atto, sulla base delle indicazioni formulate dal Ministero della Salute sulla gestione del rischio Covid-19 nei luoghi di lavoro, su suggerimento del comitato tecnico-scientifico.
Ulteriormente il Governo precisa che “Le aziende che avranno necessità di tempo per adeguarsi a queste misure di cautela potranno sospendere o ridurre le loro attività per alcuni giorni approfittandone per sanificare le aree. Sarà consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il governo, nella consapevolezza dello sforzo considerevole che stanno compiendo i lavoratori, ha il dovere morale e giuridico di garantire loro condizioni di massima sicurezza”.

Protocollo di salute e sicurezza: le indiscrezioni dal Sole 24 ore

Sul sito del Sole 24 ore si parla di un protocollo con indicazioni operative per le aziende, per attuare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale le prescrizioni del legislatore e dell’Autorità sanitaria.
Fra le misure, un ampio ricorso allo smart working, la sospensione di attività e i reparti aziendali non indispensabili alla produzione, la diffusione di guanti e mascherine al personale.
E ancora, linee guida su aspetti come l’informazione (l’obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre oltre 37,5), l’ accesso di dipendenti e fornitori (il controllo della temperatura, gli autisti devono rimanere a bordo dei propri mezzi), l’adeguata pulizia dei locali (delle postazioni di lavoro, delle aree comuni), le precauzioni igieniche (detergenti per le mani), i dispositivi di protezione (mascherine idonee), la gestione degli spazi comuni (accessi contingentati). Inoltre bisogna scaglionare gli orari di ingresso e uscita, se non si può ricorrere ai collegamenti a distanza, la partecipazione alle riunioni va ridotta al minimo.

Fonte: EPC – INSic 

 

 

Si comunica che in data 13/03/2020 la Regione Veneto ha aggiornato le proprie indicazioni relative all’emergenza Covid-2019 da adottare negli ambienti di lavoro non sanitari (versione 06 del 13/03/2020)

Le nuove indicazioni precisano che sebbene la sorveglianza sanitaria oggi non sia stata oggetto di nessuna deroga nella normativa nazionale, le visite mediche periodiche possono essere differite per il tempo strettamente necessario e limitato al persistere delle misure restrittive volte a contenere al massimo la diffusione dell’epidemia di COVID-19.

Vanno comunque garantite le attività di sorveglianza sanitaria necessarie ad esprimere il giudizio di idoneità alla mansione nei casi non prorogabili, quali:

  • visite mediche pre-assuntive,
  • visite mediche preventive,
  • visite mediche a richiesta del lavoratore e
  • visite mediche per rientro dopo assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi.

Alla ripresa dell’attività ordinaria, la programmazione delle visite mediche dovrà necessariamente privilegiare quelle differite.
D’altra parte, si evidenzia che il numero delle visite periodiche dei lavoratori effettivamente in servizio dovrebbe essere già ridotto al minimo indispensabile, considerate le misure di restrizione disposte a livello nazionale, l’incentivazione di ferie, congedi e altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, nonché la sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

 

 

Si comunica che in data 12/03/2020 la Regione Veneto ha rilasciato un aggiornamento delle indicazioni relative all’emergenza Covid-2019 da adottare negli ambienti di lavoro non sanitari (versione 05 del 12/03/2020) con recepimento del DPCM del 11/03/2020.

Tra i vari aspetti trattati segnaliamo la seguente indicazione relativa ai corsi di aggiornamento obbligatori di legge in scadenza in questi giorni:

A tal proposito, nelle more di un chiarimento di livello nazionale da parte dei soggetti aventi potere legislativo in materia, si ritiene che il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporti l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista). In tale eventualità, l’aggiornamento dovrà essere tempestivamente completato dopo la cessazione dell’efficacia delle misure restrittive di cui ai provvedimenti di livello nazionale, una volta ripristinate le ordinarie attività formative nelle forme consentite dalla normativa vigente. Si precisa che tale indicazione non si applica al caso del mancato completamento della formazione iniziale o di base; in tal caso, l’operatore privo della dovuta formazione non può e non deve per nessun motivo essere adibito al ruolo/funzione a cui la formazione obbligatoria e/o abilitante si riferisce.


Per quanto concerne la sanificazione di ambienti di lavoro NON FREQUENTATI da casi di COVID-19:

  • Per la pulizia di ambienti non frequentati da casi di COVID-19, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti, avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente (es. muri, porte, finestre, superfici dei servizi igienici).

  • Si raccomanda, in caso di affidamento a terzi di servizi di pulizia, di estendere le indicazioni sopra riportate ad eventuali imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi.

Ricordiamo che ai sensi DPCM 11/03/2020 art. 7 per le aziende che proseguono con l’attività lavorativa è raccomandato:

  • utilizzare al massima la modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • incentivare le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • attivare un protocollo interno di gestione anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • effettuare una analisi interna dei reparti/dipartimenti aziendali non essenziali (sospensione delle attività dei reparti non indispensabili alla produzione);
  • incentivare un piano interno idoneo di sanificazione degli ambienti di lavoro.

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

 

Lavaggio delle mani

Il primo punto del decalogo dei comportamenti da seguire per contenere la diffusione del nuovo coronavirus (COVID-19),pubblicato dal Ministero della Salute, raccomanda di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica.

Di seguito pubblichiamo un video sulla modalità corretta per il lavaggio delle mani realizzato dal Laboratorio comunicazione della scienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Si raccomanda comunque la consultazione degli altri comportamenti da seguire pubblicati nel decalogo, oltre che del portale web dedicato all’emergenza del nuovo coronavirus realizzato dal Ministero della Salute e del sito web dell’Istituto Superiore di Sanità.

FONTE: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)