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Org Numeri è consulente qualificato per il nuovo progetto sperimentale dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana

 

Nota aggiornata all’24 luglio 2025: l’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, con Delibera n. 1585 del 18 luglio 2025, ha ritenuto di accogliere le richieste di proroga relative al Progetto sperimentale di semplificazione del sistema di autocontrollo nelle microimprese alimentari, attualmente in essere. L’avvio del nuovo progetto sperimentale per “l’applicazione flessibile” delle procedure di autocontrollo è pertanto posticipato per un periodo massimo di due anni, salvo diverse indicazioni che dovessero sopraggiungere da parte della Regione Veneto.

 

Gentili Clienti,

A partire dall’11 luglio 2025 prende ufficialmente il via il nuovo Progetto sperimentale per l’applicazione flessibile delle procedure di autocontrollo, promosso dall’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana e rivolto alle microimprese del settore alimentare.

Il progetto nasce come evoluzione del precedente percorso di semplificazione avviato nel 2017 e ha l’obiettivo di favorire una gestione dell’autocontrollo igienico-sanitario che sia al contempo sostenibile e conforme ai requisiti normativi.

⇒ A partire dall’11 luglio 2025, il progetto di Semplificazione giungerà a conclusione, lasciando il posto a un nuovo percorso denominato: “Progetto sperimentale per l’applicazione flessibile delle procedure di autocontrollo nelle microimprese del settore alimentare”

Siamo lieti di comunicare che Org Numeri è stata abilitata come consulente qualificato nell’ambito del nuovo progetto.
Per aderire correttamente al progetto, è richiesta la nomina di un consulente abilitato, incaricato di accompagnare l’impresa in tutte le fasi previste dal percorso.
Le imprese che scelgono di partecipare devono inoltre adempiere a due obblighi principali:

  • La partecipazione a un percorso formativo, calibrato sulla base del livello di rischio attribuito all’attività;

  • Lo svolgimento di verifiche in campo (audit) con frequenza anch’essa determinata in funzione del livello di rischio.

Per le imprese che hanno già preso parte al precedente progetto “Semplificazione”, così come per quelle che desiderano aderire per la prima volta, siamo disponibili a fornire tutte le informazioni utili per comprendere il nuovo percorso.
Il nostro team può supportarvi nell’inquadramento del servizio, nella comprensione delle modalità di adesione e nella valutazione dell’opportunità di attivare un percorso di accompagnamento personalizzato.
Per approfondimenti o per richiedere un primo confronto, non esitate a contattarci.

Grazie,
il team di Org Numeri

In questo periodo di emergenza sono stati approvati a livello nazionale, regionale e provinciale provvedimenti che prorogano o sospendono vari adempimenti e scadenze ambientali ed i procedimenti amministrativi che riguardano il rilascio dei titoli autorizzativi.

La Divisione Ambiente di ORG Numeri presenterà in un Webinar gratuito, della durata di 45 minuti, un approfondimento su tali tematiche.

Tale Webinar si terrà Giovedì 16 Aprile 2020 dalle ore 17.00 alle ore 17.45

PROGRAMMA DEL WEBINAR:

  • Decreto “Cura Italia”: adempimenti e scadenze prorogate a livello nazionale;
  • Circolare della Regione Veneto “Primi indirizzi operativi a seguito dell’emergenza COVID-19”;
  • Impianti assoggettati ad AIA e AUA: quali adempimenti sono sospesi?;
  • Condizioni per richiedere la proroga;
  • Modalità e tempistiche.

COME ISCRIVERSI:

Per iscrizioni o eventuali informazioni scrivi a formazione@orgnumeri.com

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

 

In un momento di difficoltà come quello provocato dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, molte aziende del settore della ristorazione si sono ritrovate a riorganizzare la loro attività al fine di poter almeno consegnare a “serrande chiuse” il cibo direttamente al domicilio dei cittadini.

Tale pratica, denominata Food Delivery, per poter essere svolta deve però rispettare determinate norme igienico-sanitarie.

Innanzitutto l’esercizio dovrà essere chiuso al pubblico. I clienti potranno ordinare esclusivamente via telefonica, mail, sito web, piattaforme digitali, o altri strumenti simili.

All’interno del locale dovrà essere rispettata, nello svolgimento delle attività, la distanza di 1 metro tra i vari dipendenti, i quali avranno a disposizione opportuni dpi (guanti e mascherine, oltre ai normali dispositivi previsti dal piano di autocontrollo HACCP) e soluzioni igienizzanti. Ai lavoratori dovranno essere fornite anche apposite istruzioni in merito al loro utilizzo.

Gli alimenti, una volta preparati, dovranno essere posti in apposite confezioni da richiudere con adesivi, sigilli, o altro, per assicurarne la massima protezione e ridurre il rischio di aperture accidentali.

Le confezioni saranno poi riposte in appositi contenitori adatti agli alimenti, come ad esempio contenitori isotermici, i quali dovranno garantire durante il trasporto il rispetto, ove previsto, della catena caldo/freddo e dovranno essere sanificati ad ogni utilizzo.

In questa fase è fondamentale evitare il più possibile il contatto diretto tra chi opera in cucina ed il personale addetto alle consegne.

E’ necessario quindi individuare un’apposita area all’interno del locale da adibire al ritiro del cibo preparato. Tale area dovrà essere inoltre oggetto di procedure di sanificazione specifiche, che vadano oltre la frequenza ordinaria prevista dai piani di autocontrollo.

Per quanto riguarda invece la consegna questa dovrà avvenire attraverso un mezzo dedicato, opportunamente e regolarmente sanificato. Il personale addetto dovrà avere con se prodotti sanificanti per le mani, guanti e mascherine, e, al momento della consegna, dovrà evitare il contatto diretto con il cliente, rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Proprio per questo motivo il consiglio è di avvisare il cliente in anticipo in merito all’importo totale dovuto, in modo tale da non dover dare alcun resto al momento della consegna.

Si ricorda infine che l’attività di Food Delivery dovrà essere regolamentata anche all’interno del proprio Piano di Autocontrollo (cosiddetto Manuale Haccp), il quale dovrà prevedere l’analisi delle fasi di confezionamento e di trasporto e le relative misure di prevenzione da attuare al fine di minimizzare i rischi e prevenire eventuali non conformità.

Per qualsiasi informazione rimaniamo a Vostra completa disposizione.

Lo staff Org Numeri

Alimentazione sicura

Segnaliamo che a Dicembre 2019 è stata diffusa la revisione 2018 delle Linee Guida per una sana alimentazione.

Le linee guida, elaborate da un’apposita commissione scientifica, hanno come obiettivo prioritario la prevenzione dell’eccesso alimentare e dell’obesità che, in Italia, soprattutto nei bambini, sta mostrando dati preoccupanti.

Massima attenzione viene inoltre rivolta alla prevenzione dalle malattie cronico-degenerative, promozione di salute e longevità, sostenibilità sociale ed ambientale, migliore qualità della vita.

Vi invitiamo pertanto ad un’attenta lettura del documento riportato nel link sottostante.

Fonte: Crea

 

 

 

 

Pesce Fresco

Come riconoscere se il pesce che stiamo acquistando è davvero fresco e può essere consumato in sicurezza?

Se il pesce è intero si devono considerare vari aspetti, mentre valutare la freschezza di un trancio di pesce può essere più complicato.

Di seguito il video con tutti i consigli dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie:

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Allerta alimentare

Quando c’è il sospetto che alcuni alimenti in commercio siano pericolosi per la salute dei consumatori le aziende del settore alimentare e le autorità sanitarie attivano il sistema delle allerte alimentari.

Vengono effettuate delle analisi di laboratorio per determinare la presenza e la quantità di sostanze e microrganismi che sono nocivi per la salute negli alimenti. In caso di positività, le aziende produttrici possono intervenire con ritiri e richiami dei prodotti rischiosi. Le autorità sanitarie possono inoltre segnalare l’allerta al RASFF, il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi dell’Unione Europa.

Ma cosa può far scattare un’allerta alimentare? Che differenza c’è tra ritiro e richiamo? E come intervengono le autorità sanitarie? Le risposte a queste domande in questo video della serie «100 secondi» prodotta dal Laboratorio comunicazione della scienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti, come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere, ecc. .

La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento.

Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell’alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione.

I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell’alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza.

In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti) sono state previste  specifiche  disposizioni, in particolare  i contenitori in  alluminio devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:

  1. non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati
  2. destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate
  3. destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore
  4. destinato al contatto per tempi superiori alle 24 ore a temperatura ambiente solo per i seguenti alimenti:
  • Prodotti di cacao e cioccolato
  • Caffè
  • Spezie ed erbe infusionali
  • Zucchero
  • Cereali e prodotti derivati
  • Paste alimentari non fresche
  • Prodotti della panetteria
  • Legumi secchi e prodotti derivati
  • Frutta secca
  • Funghi secchi
  • Ortaggi essiccati
  • Prodotti della confetteria
  • Prodotti da forno fini a condizione che la farcitura non sia a diretto contatto con l’alluminio.

Quanto sopra non si applica ai materiali e agli oggetti di alluminio ricoperto purchè lo strato a diretto contatto con gli alimenti costituisca un effetto barriera.

Obiettivo di comunicazione

L’obiettivo è quello di informare i consumatori, ovvero la popolazione generale e gli operatori del settore alimentare circa il corretto uso dei materiali contenenti alluminio che vengono a contatto con gli alimenti. E’ necessario far comprendere alla popolazione che l’alluminio non è un materiale che comporta danni alla salute, ma è il suo utilizzo non corretto che può provocare rischi.

Target

  • Popolazione generale
  • Operatori del settore alimentare

Le fasce più vulnerabili della popolazione sono rappresentate dai bambini sotto i 3 anni, dagli anziani sopra i 65 anni, dalle donne in gravidanza, dalle persone con funzionalità renale compromessa.

Strumenti e mezzi

La campagna è stata realizzata attraverso la creazione di un’infografica animata di semplice lettura e quindi facilmente fruibile da tutta la popolazione.La campagna sarà pubblicata sul sito del Ministero e veicolata sui canali social istituzionali: Facebook, Twitter, Instagram e Youtube.

Inoltre, i principali siti web del settore alimentare, come Giallo zafferano, Cookaround, Sale&Pepe, DM Cucina e Tgcom cucina, veicoleranno la campagna per due settimane.

Altre iniziative del Ministero

Sono stati attivati controlli sia sul territorio, tramite i NAS, che all’importazione per la verifica dei requisiti di composizione ed etichettatura dei materiali contenenti alluminio definiti dalla normativa vigente.

Guarda la videografica:

Fonte: Ministero della Salute

Nel corso della loro vita commerciale gli alimenti possono entrare in contatto con tantissimi materiali diversi, noti con l’acronimo di MOCA (Materiale e Oggetti a Contatto con gli Alimenti).

Il contatto può costituire un rischio per il consumatore poiché un eventuale trasferimento di sostanze dal materiale all’alimento può modificare la composizione chimica di quest’ultimo.

Il produttore è quindi obbligato per legge a garantire l’idoneità all’uso dei materiali, e ad informare sul loro corretto utilizzo il consumatore.

Scopri di più sui MOCA in questo video della serie «100 secondi» realizzata dal Laboratorio comunicazione della scienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

FONTE: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)

Uno dei rischi più sottovaluti nella preparazione degli alimenti è quello legato al trasferimento, non intenzionale, di microrganismi o sostanze chimiche da un alimento ad un altro.

Si parla in questo caso di contaminazione crociata.

Tale tipo di contaminazione può verificarsi normalmente anche nelle cucine domestiche e può costituire un serio pericolo nel momento in cui a essere trasferiti sono microrganismi patogeni che,  in certe condizioni, possono causare tossinfezioni, oppure sostanze che possono causare allergie, intolleranze  o tossicosi.

Questo trasferimento può avvenire:

  • in modo diretto: questo tipo di contaminazione avviene di solito a partire da un alimento crudo contaminato che entra in contatto con un cibo cotto, ad esempio mescolando ingredienti crudi e cotti in uno stesso piatto (vedi insalata di pollo), o un gocciolamento fra gli alimenti, ad esempio fra due alimenti in frigorifero posti l’uno sopra l’altro;
  • in modo indiretto: attraverso dei mezzi che fungono da intermediari come superfici di lavoro e utensili da cucina (coltelli, taglieri, etc.). Anche le mani della persona che prepara il cibo possono essere veicolo di contaminazione se prima hanno toccato alimenti o utensili contaminati e non sono state successivamente lavate, cosi come gli indumenti.

Vi invitiamo pertanto a scoprire gli accorgimento che si possono adottare, per evitare tale tipo di problematica, attraverso la visione del video della serie «100 secondi» prodotto dal Laboratorio comunicazione della scienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie:

Cos’è la shelf-life di un alimento? Da cosa dipende la durata del prodotto e chi la stabilisce? E quale differenza c’è fra le varie diciture sulla scadenza che troviamo nelle confezioni dei prodotti alimentari?

A tutte queste domande rispondono gli esperti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie in un video della serie “100 secondi”.

Il termine shelf-life significa “vita di scaffale” e si utilizza per dichiarare la vita commerciale del prodotto, quindi il tempo che trascorre tra la produzione e il consumo dell’alimento senza che ci siano rischi per la salute del consumatore. In questo periodo avvengono inevitabilmente delle modifiche alle caratteristiche organolettiche dell’alimento che determinano un decadimento progressivo della sua qualità, ma tutto ciò non deve compromettere la sua sicurezza igenico-sanitaria.

La shelf-life dipende perciò dalle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche del prodotto alimentare e dalla sua composizione, oltre che dai trattamenti di conservazione e dal confezionamento.

Il produttore ha la responsabilità di definire la durata della shelf-life, anche con prove di laboratorio, per individuare dopo quanto tempo il prodotto non può essere commercializzato.

 La durata della shelf-life è indicata sulla confezione con la data di scadenza o con il termine minimo di conservazione (tmc).

La data di scadenza corrisponde alla dicitura “da consumare entro il…“, oltre la quale l’alimento non è più sicuro e non deve essere consumato.

Il tmc, indicato in etichetta come “da consumarsi preferibilmente entro il…“, segnala che oltre quella data può esserci un decadimento delle qualità organolettiche del prodotto ma lo stesso può essere consumato senza rischi, preferibilmente il prima possibile.

Di seguito il video dell’IZSVe:

 

FONTE: Il Fatto Alimentare