Il decreto legge 146/2021 ha comportato diverse importanti modifiche nel D. Lgs. 81/2008. Non essendo stato modificato il testo del decreto nei temi della sospensione dell’attività lavorativa e della vigilanza, rimandiamo alla news del 06 dicembre per questi due argomenti: https://www.orgnumeri.com/2021/12/06/novita-in-materia-di-vigilanza-violazioni-e-provvedimenti-di-sospensione/

Diviene invece sicuramente interessante focalizzarsi sulle novità introdotte dal maxiemendamento del Governo, presentato in Assemblea in corso dell’esame del disegno di legge, riguardanti la formazione di due figure del Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro: il datore di lavoro ed i preposti.

 

DATORE DI LAVORO E PREPOSTI

Per il datore di lavoro viene infatti introdotto l’obbligo della formazione: rientrerà a pieno titolo tra i soggetti destinatari dell’obbligo di sicurezza e questo sarà a prescindere che ricopra direttamente il ruolo di RSPP.

Per i preposti la legge di conversione interviene sugli artt. 18 e 19 del D.Lgs. n. 81/2008 per meglio specificare le funzioni.

Si stabilisce l’obbligo per datore di lavoro e dirigenti individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza, affidando ai contratti collettivi di lavoro la possibilità di stabilire la misura dell’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di vigilanza, ma anche prevedendo che il preposto non possa subire alcun pregiudizio per lo svolgimento della propria attività.

Il nuovo art. 19, comma 1, del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro prevede che il preposto ha il dovere di:

  • sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori degli obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • sovrintendere e vigilare sul corretto uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a disposizione;
  • intervenire per modificare il comportamento non conforme in merito alle disposizioni e alle istruzioni impartite dal datore di lavoro e dai dirigenti rispetto alle misure, ai dispositivi e agli strumenti protezione collettiva e individuale, provvedendo a fornire le necessarie indicazioni di sicurezza;
  • interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti qualora le disposizioni impartite dal preposto non vengono attuate e persiste l’inosservanza rilevata;
  • interrompere temporaneamente l’attività e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate, se rileva deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la sua attività di vigilanza.

Inoltre, nello specifico caso della cantieristica “nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i datori di lavoro appaltatori e subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto”.

 

DURATA E CONTENUTI FORMAZIONE

A proposito dell’individuazione della durata e dei contenuti minimi della formazione – non solo del datore di lavoro, ma di tutti i soggetti della sicurezza – le norme demandano alla data del 30 giugno 2022.

In particolare, entro tale data si dovrà adottare un nuovo Accordo Stato-Regioni che sostituisca i sei attualmente in vigore provvedendone l’accorpamento e la loro rivisitazione.

Si dovrà necessariamente procedere con:

  1. l’individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
  2. l’individuazione delle “modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di quelle delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa”. Non sarà più quindi sufficiente un questionario alla fine del corso ma sarà necessario individuare le modalità per attuare una successiva verifica durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Un’anticipazione sui contenuti è però già enunciata con riguardo ai preposti: “per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti ai sensi del comma 7, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute, con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta ciò sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi”.

Non ci resta quindi che aspettare il nuovo Accordo Stato Regioni e le novità che verranno introdotte.

 

A disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Il Team di Org Numeri.