NOVITÀ END OF WASTE: Legge 128 del 2 novembre 2019

Il 2 novembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n. 128 (in vigore dal giorno successivo), “recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, il cui art. 14-bis riguarda la riforma della “cessazione della qualifica di rifiuto”, comunemente chiamato “End of waste”.

L’obiettivo di tale articolo è chiarire la definizione di End of Waste, e le caratteristiche che garantiscano la cessazione della qualifica di rifiuto.

La lettera a) dell’art. 184-ter del D. Lgs 152/2006:

“la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici”

è stata sostituita da: a)      “la sostanza o l’oggetto sono destinati a essere utilizzati per scopi specifici”.  Le altre modifiche riguardano il comma 3 dell’art. 184-ter. Il comma 3 dell’art. 184-ter del D. Lgs 152/2006, è sostituito dal seguente:“3. In mancanza di criteri specifici adottati ai sensi del comma 2, le autorizzazioni di cui agli articoli 208, 209 e 211  e  di  cui  al titolo III-bis della parte  seconda  del  presente  decreto,  per  lo svolgimento di operazioni di recupero ai sensi del presente articolo, sono rilasciate o rinnovate nel  rispetto  delle  condizioni  di  cui all’articolo  6,  paragrafo  1,  della   direttiva   2008/98/CE   del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19  novembre  2008,  e  sulla base  di  criteri  dettagliati,  definiti  nell’ambito  dei  medesimi procedimenti autorizza tori.In mancanza di criteri specifici adottati, continuano ad applicarsi, quanto alle procedure semplificate  per  il recupero dei rifiuti, le disposizioni di cui al decreto del  Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel  supplemento  ordinario n. 72 alla Gazzetta  Ufficiale  n.  88  del  16  aprile  1998,  e  ai regolamenti di cui ai decreti  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005,  n. 269“.

 

Tale articolo sostanzialmente definisce che in mancanza di Regolamenti UE o Decreti nazionali, viene rimandato alle autorità il potere/dovere di autorizzare caso per caso, con procedura ordinaria (ex. Art 208).Inoltre, il nuovo comma 3-bis prevede che le autorità competenti comunichino all’ISPRA i nuovi provvedimenti autorizzatori adottati, riesaminati o rinnovati, entro dieci giorni dalla notifica degli stessi al soggetto istante. In base al nuovo comma 3-ter: “L’ISPRA,  o   l’Agenzia   regionale   per   la   protezione dell’ambiente  territorialmente  competente, controlla a campione, sentita l’autorità competente di cui al comma 3-bis, in contraddittorio con il  soggetto  interessato,  la conformità delle modalità operative e  gestionali  degli  impianti, ivi compresi i rifiuti in ingresso,  i  processi  di  recupero  e  le sostanze o oggetti in  uscita, redigendo, in caso di  non conformità, apposita relazione.  Il  procedimento  di  controllo  si conclude entro sessanta giorni dall’inizio della verifica. L’ISPRA  o l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente delegata comunica entro  quindici  giorni  gli  esiti  della  verifica   al   Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.

Fonte: Gazzetta Ufficiale Legge N. 128 del 2 novembre 2019